In occasione del Tennis&Friends, manifestazione organizzata lo scorso weekend al Foro Italico di Roma per promuovere la prevenzione in campo sanitario, abbiamo incontrato – ed intervistato – Dolcenera, una tra le artiste più poliedriche e sorprendenti del panorama musicale italiano.
Dolcenera è una cantautrice vera, autentica, senza peli sulla lingua, in grado di reinventarsi sempre e mettersi in gioco, capace di sperimentare e divertirsi con la musica come pochi altri sanno fare. I suoi brani hanno sempre colpito per la profondità espressiva dei testi, accompagnati da melodie a volte più pop, altre volte con contaminazioni di elettronica più preponderanti. Lei riesce sempre a stupire per il suo sapersi differenziare ogni volta con nuovi progetti discografici, mai uguali e mai banali. La sua è una continua ricerca, una continua scoperta di realtà musicali che possano affascinare e svelare la parte più intima di sé attraverso suoni e parole.
Attualmente l’artista sta lavorando alla realizzazione del suo nuovo disco, che uscirà nel 2018 e le abbiamo fatto giusto un paio di domande in merito.

Come è nato questo album e cosa puoi raccontarci per descriverlo?

Quest’album nasce dopo un viaggio in America… San Francisco, Los Angeles, Nevada, Miami e Cuba. Io sono una “terrona inside”, quindi per me la vera vacanza era tornare a casa. Fatto questo viaggio con una coppia di amici (uno di questi era un musicista, Finaz della Bandabardò), sono tornata ed ho trovato quello spunto che stavo cercando e di cui ho sempre bisogno prima di cominciare a scrivere un nuovo disco. E’ venuto fuori in questo modo, tornando a casa.
E’ un album che ha a che fare con le radici, con l’etnicità. Il tutto poi si dovrà vedere e valutare quando ci lavorerò in studio, ma già a livello di pre-produzione, cioè quella che faccio io a casa, il disco c’è e funziona.

Come lo dipingeresti?

Sono felice perché è un album molto positivo, se mi dovessi immaginare la copertina me la immaginerei arancione, verde, gialla… Con questi colori qui. Molto tramonto con un cocktail in mano (ride)! Quando rifletti sulla vita, ma poi dici “Godiamocela!”… Ecco, quel momento lì proprio!

Il pensiero per il Festival di Sanremo 2018 c’è o al momento non rientra nei tuoi programmi futuri?

Guarda, se me lo avessi chiesto una settimana fa ti avrei risposto che non sento questo album rappresentato da Sanremo, perché Sanremo mi richiama dei concetti un po’ più “standard”, però forse ora uno spiraglio c’è, non lo so. Dipende sempre se mi invitano, se mi sento pronta, se ho un pezzo giusto da presentare.

Come vivi tu Sanremo?

E’ tutta una questione psicologica per me. Per me Sanremo non è andar lì per farmi vedere, non è mai stato così. Sono sempre andata quando avevo qualcosa di particolare da proporre, qualcosa in cui credevo, qualcosa di diverso. Vedremo se anche quest’anno sarà così!

Carlotta d’Agostino

 

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