E’ sempre un grande piacere dialogare e intervistare Igor Patruno, giornalista e scrittore: l’occasione è un evento di pregio e particolare. Si è inaugurata infatti a Santa Severa il 17 luglio scorso con un vernissage (mostra aperta al pubblico dal giorno successivo, fino al 13 settembre 2020, dalla mattina fino a mezzanotte) nella splendida sala Pyrgi del castello, la mostra “Tu parlavi una lingua meravigliosa: quando la canzonetta divenne poesia” a cura di Igor Patruno e Giuseppe Garrera, musicologo. La tematica affrontata, la località scelta, i particolari curati, un percorso originale e un luogo magico che si prestano amabilmente per presentare al pubblico un momento irripetibile del nostro Paese. Il Castello di Santa Severa, illuminato fino a sera, farà da cornice all’evento. Splendido spazio e gioiello della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, mette a disposizione dal 18 luglio al 13 settembre prossimo i propri spazi per la prima volta dopo il l’emergenza Covid-19 e la quarantena, nel pieno rispetto delle normative sanitarie quali distanziamento sociale, contingentamento del pubblico e sanificazione previsti per tutti i luoghi pubblici.

Portare (e riportare) la poesia nelle case, l’obiettivo coraggioso:
Poesia, dunque ma anche una forma d’arte quale la canzone d’autore. La mostra vuole raccontare (questo è l’obiettivo principale), un periodo irripetibile, un’avventura unica e straordinaria della poesia e della canzone italiana tra la fine degli anni ’80 e fine ’70; si aveva già chiaro il concetto oggi noto come mainstream, siamo agli albori della storia della canzone d’autore.

Igor, come nasce l’idea della mostra e quali sono le radici raccontate?
A Giuseppe Garrera e me, interessava approfondire un momento davvero unico per il nostro Paese, momento che parte nel 1956 quando Pasolini comincia a parlare e viene seguito da tutti gli intellettuali, della canzonetta di Sanremo affermando – nel suo consueto modo e approccio tagliente – che la canzonetta sia “stupida” perché non racconta la realtà, racconta l’irreale, il non reale, un “sogno”, potremmo dire. La canzonetta facile Sanremese racconta dunque – secondo Pasolini – un mondo che non esiste, un mondo piccolo borghese fatto di struggimenti d’amore incomprensibili, tradimenti, oppure il modello che Pasolini aveva già percepito ossia il complesso di Peter Pan: l’amore svuotato dal contenuto, l’incapacità del mondo piccolo borghese ormai svuotato dai valori in cui resta soltanto l’apparire, la conquista, la seduzione, il tutto fine a se stesso e dunque un esercizio puramente narcisistico. Pasolini parla e viene supportato anche da altri grandi intellettuali. La mostra racconta il momento in cui grandi poeti e scrittori quali Italo Calvino, Ennio Flaiano, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini stesso, Alberto Moravia ed altri, iniziano a ragionare intorno alla necessità di utilizzare la “canzonetta leggera”, la musica, il testo, il disco, il mercato del vinile (e quindi il 45 e 33 giri) per creare qualcosa di pregiato, un prodotto certamente popolare ma di altissima qualità. Non vogliono rifondare la canzonetta, vogliono dare al pubblico qualcosa di diverso. Una canzone di successo che non abbia però un testo banale. La loro comune idea era di aprire all’antesignana “canzone autoriale”, portare la poesia in ogni casa, offrire un prodotto qualitativamente elevato ma fruibile a tutti, fare in modo che i poeti e i musicisti potessero realizzare e proporre la canzone d’autore che parlasse della realtà del mondo circostante e che quindi non dovesse essere necessariamente banale e sciocca per avere successo.

Quali contributi e arricchimenti troveranno i visitatori? Siamo in presenza di un momento unico e irripetibile:
La mostra intende raccontare una stagione unica, piena di immaginazione, sorprese e scoperte in cui il “disco” è davvero strumento di conoscenza e immaginazione. Ci sarà un percorso da seguire, il pubblico troverà all’interno vari contributi, vere rarità in un allestimento suggestivo: dischi originali, foto, foto di spettacoli, lettere, documenti e inoltre ci sarà la possibilità di ascoltare i brani e osservare da vicino un capitolo forse ancora sconosciuto della nostra storia culturale.

Cantacronanche: un gruppo che si sviluppò grazie alla collaborazione di autori come Italo Calvino, Franco Fortini, Umberto Eco, Gianni Rodari. Il testo di Calvino “Oltre il ponte”, “Canzone triste” e l’opera musicale “La panchina” meritano una menzione:
La mostra racconta anche di esperienze pionieristiche quali quelle di “Cantacronache”, gruppo legato all’area del Partito Comunista e dunque politicamente impegnato che inizia a realizzare canzoni di musica leggera con testi impegnati, scritti da Calvino o da Franco Fortini”. Nasce anche la collaborazione Sergio Endrigo-Pasolini: Pasolini stesso “autore” di testi per canzonette, ricordiamo la splendida “Ma cosa sono le nuvole?” cantata da Modugno oppure gli spettacoli di Paolo Poli e Laura Betti che si misurano con il testo musicale, con il tentativo di creare in Italia una canzone “coraggiosa”, utilizzando testi scritti da Moravia, Arbasino, Parise, Flaiano, Soldati fino a giungere nel ’73 alla collaborazione importantissima tra Roberto Roversi e Lucio Dalla, una delle collaborazioni più importanti della musica italiana cantautorale” (Il giorno aveva cinque teste del 1973, Anidride solforosa del 1975, e Automobili del 1976 di cui ricordiamo Nuvolari, in particolare, ndr). I due artisti poi, successivamente, si divideranno bruscamente, in una disputa dialettica pubblica sul ruolo dell’artista nella società.

Una mostra preziosa, la scelta di un periodo con atmosfere uniche:
Una nota particolare di arricchimento da trovare nella mostra riguarda “le sperimentazioni di gruppi progressivi” – i gruppi prog – che cercano collaborazioni con poeti e testi speciali, case discografiche (anche la RCA) per incidere le “voci” dei poeti, dando quindi corpo alla poesia a 45 o 33 giri, con ampia diffusione popolare e in cui Ungaretti, Montale, Sanguinetti, Pasolini, leggono i loro testi”. Immaginano in quel momento storico “di far entrare l’intera poesia in tutte le case, in ogni abitazione, su giradischi e mangianastri.

Cosa potremo ascoltare, all’interno della mostra?
Si ascolteranno sia le canzoni sia i poeti che cantano se stessi. Un altro esempio di quegli anni sarà l’incisione su disco da parte di Italo Calvino dell’antologia dall’Orlando Furioso, una vera preziosità. E ancora: non solo poeti, non solo poeti-autori ma anche grandi cantautori e autori quali Bruno Lauzi, Enzo Jannacci, Gabriella Ferri. Quando i visitatori entreranno troveranno le produzioni discografiche e si capirà subito il percorso della poesia: musica e prodotto finale da una parte e tutto il percorso poetico, dall’altra.

Alessandra Paparelli

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