Abbiamo raggiunto telefonicamente Fabio Arduini, scrittore terracinese e professore di italiano dell’IstitutoSanta Maria” di Roma. Fabio Arduini torna nelle librerie con la nuova edizione di “Bella, Prof!”, il suo romanzo di maggior successo, edito dalla Fides Edizioni dell’Editore Alessio Rega, con la prefazione del giornalista Nicola Giampaolo, la postfazione del prof. Agostino Orilia e la copertina dell’artista Ugo De Rosa. Il Romanzo, vincitore di premi e riconoscimenti internazionali (Premio Internazionale “Giulio Cesare” 2018 – “Cesira Doria Ferrari” 2019 – Maestro della Cultura 2013), racconta la quotidianità vissuta tra i banchi di scuola dal prof. Arduini, alias Giulio Lombardi, regalando al lettore, giovane e adulto, grandi emozioni, dalla prima all’ultima pagina.

Come nasce l’idea del libro “Bella, Prof!”? Seconda edizione del libro, già molto amato. Come ci ha detto Fabio Arduini stesso “certe emozioni non si possono spiegare. Vanno direttamente vissute o, per meglio dire, rivissute
Ancora oggi mi domando come sia riuscito a scrivere in meno di un mese questa storia, o forse, pensandoci bene, è bastato semplicemente ascoltare e osservare i ragazzi, che ho la fortuna di incontrare ogni giorno tra i banchi di scuole e, in questi ultimi mesi, purtroppo, “forzatamente” a distanza. Sono loro i veri protagonisti del mio romanzo, insieme al loro prof di Italiano, Giulio Lombardi. I loro sogni e le loro giovani speranze. E poi Terracina e Roma. In tutta la loro millenaria bellezza. Il quinto anno di liceo e la Maturità. Emozioni. Tante. Come solo la scuola ogni volta è in grado di regalare, in quell’impercettibile spazio tutto umano tra i banchi, la cattedra… E la vita. Quella vera.

Sei insegnante, a contatto continuo con gli adolescenti: come hanno reagito i tuoi alunni a un libro che parla di loro e alle letture che realizzi e fai in classe ma anche fatte su Zoom? Ci racconti le emozioni?
Le storie presenti in questo mio libro sono una sintesi densa e corposa di tante storie che quotidianamente ho ascoltato e vissuto insieme ai miei studenti. Questo romanzo, di soddisfazioni e soprattutto di emozioni, me ne ha date tante ma negli anni mi ha fatto capire sempre meglio che insegnare corrisponde a “educare”, ossia “tirare fuori” dai giovani studenti possibilmente il meglio che hanno dentro di loro.  Tutti gli studenti, i genitori, i professori e le molte persone che lo hanno letto e lo stanno leggendo negli anni, continuano a dirmi che riescono “a rivedersi e a riconoscersi” perfettamente nei protagonisti e nelle storie presenti nel libro. E credo che questo sia il punto di forza del mio romanzo.

Entriamo nel dettaglio: racconti nel libro dieci storie di adolescenti, la storia di dieci fiori ossia dieci ragazzi che arrivati in quinto, alle prese con la maturità, cambiano purtroppo il loro professore di italiano. Cosa succederà?
Oggi nelle classi, purtroppo o per fortuna, si trova di tutto. Raramente, in questi anni di insegnamento, sono riuscito a trovare delle classi, in cui non ci fossero ragazzi con i genitori separati, o che non facessero uso di droghe di vario genere e che non raccontassero storie inesistenti per farsi accettare dai loro coetanei. I ragazzi, di questi tempi, sono sempre più costretti a crescere senza punti di riferimento stabili e con il rischio che si possano perdere. Però, come diceva don Bosco: dentro qualsiasi “ragazzaccio” c’è sempre qualcosa di buono. Spetta a noi tirarlo fuori dal loro cuore. Chi sceglie l’insegnamento deve avere la pazienza di seminare bene nel cuore degli adolescenti e di aspettare perché, prima o poi, qualcosa torna sempre. Ci vuole tempo ma ci si riesce. Per capire cosa succederà bisogna leggere e immergersi completamente nella lettura del libro ma soprattutto nella vita e nella quotidianità dei ragazzi del V C e del prof. Lombardi.

Cosa è cambiato, tra gli adulti e gli adolescenti? La comunicazione, l’ascolto, le aspettative, la società, la scuola, la famiglia? Ci sono differenze sostanziali tra gli adolescenti di ieri e di oggi?
Con i tempi che corrono non si può avere la pretesa o l’illusione di entrare in classe e fare, o meglio, essere semplicemente professore, preservandosi così da eventuali problematiche che potrebbero presentarsi. Assumendo questo atteggiamento così distaccato, si rischierebbe di fallire in partenza. Con i ragazzi bisogna imparare a costruire dei rapporti che “sembrino alla pari”: ridere, scherzare e divertirsi con loro, ma sempre avendo ben chiara la propria responsabilità educativa. Questo atteggiamento, con il tempo, risulta vincente, dando così al docente la possibilità di spiegare e di testimoniare, con la propria persona, cosa significhi vivere e crescere insieme.

E’ un libro, come mi accennavi, nato dalla tua quotidianità e tra i banchi di scuola. Quante e quali emozioni racconti e qual è il mondo degli adolescenti, oggi?
Tante persone, in questi anni, mi hanno continuato a chiedere come potessero fare per leggere questo mio romanzo. Considerato quello che è costretta a vivere la scuola in questi mesi, a causa del Coronavirus e sentendo un po’ tutti la nostalgia della nostra quotidianità scolastica, ho pensato che questa storia potesse essere utile a molte persone, se non altro per regalare loro qualche ora di piacevole divertimento e di sane e belle emozioni. E poi perché così posso continuare a ricordare Roberto Mannino, per tutti Bob, uno dei miei primi studenti, scomparso troppo presto in un tragico incidente stradale. Pensando a lui, ho deciso che tutti i proventi di questa nuova edizione del libro vengano devoluti in beneficienza a favore dell’Associazione Risveglio di Roma, impegnata dal 1997 nella sua attività di volontariato a favore delle persone colpite da Gravi Cerebrolesioni Acquisite (GCA) di varia origine.

Ricordiamo infatti che “Bella, prof!” è dedicato al giovane Roberto Mannino, uno dei primi alunni del Prof. Fabio Arduini e che tutti i proventi del libro sono devoluti a sostegno dell’Associazione Risveglio di Roma, nata proprio dalla volontà dei suoi genitori di aiutare altri ragazzi e altre famiglie.

Alessandra Paparelli

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