Si è tenuta a Roma la scorsa settimana la conferenza stampa di presentazione del film intitolato “Un fiore perEnne” del regista Tonino Abballe insieme all’attrice Erika Marconi, al suo debutto alla regia.
Dopo il successo dei film “Girotondo” e “Ninna Nanna” Tonino Abballe ed Erika Marconi porteranno sul grande schermo il nuovo lungometraggio interpretato da Luca Avallone, Giada Foletto, Elisabetta Perotto e Luigi Carlo Sanzi. Il film, in uscita nelle sale cinematografiche a partire dal prossimo mese di marzo, narra la storia sentimentale di due ragazzi che, nonostante le difficoltà quotidiane, credono comunque nell’amore. Spettacolo News ha avuto il piacere di intervistare la giovane regista, che abbiamo potuto ammirare come versatile attrice nel film “Girotondo” e ad oggi già al lavoro per la sua seconda regia. Erika Marconi, dopo essersi formata artisticamente in un’accademia di cinema e teatro a Roma, ha avuto la grande opportunità  di lavorare nel film “Girotondo” di Tonino Abballe ma il suo desiderio è quello di migliorarsi sempre di più nel campo della recitazione.

Come nasce la tua passione per il cinema?
Da bambina amavo il mondo della moda, durante le scuole superiori ho iniziato a frequentare un’Accademia di moda e dopo poco tempo ho avuto delle proposte come fotomodella. Crescendo mi sono resa conto che avevo bisogno di qualcosa di nuovo.
Mi comunicava delle forti emozioni anche la fotografia, ma sentivo dentro di me che volevo qualcosa di più. Dopo aver partecipato senza successo ai diversi casting per attrici che un’agenzia mi proponeva (ed io non lo ero di certo, non avevo mai studiato recitazione!), ricordo che un venerdì sera cercai su internet un’accademia di recitazione sul territorio romano. Ne trovai una valida in particolar modo, così decisi di prepararmi un monologo per poi presentarmi al provino, beh quello andò bene! Tre giorni dopo ebbe inizio un nuovo percorso e da lì è iniziato tutto!

Recentemente hai fatto parte del cast nel lungometraggio “Girotondo” di Tonino Abballe, un film che affronta un tema molto attuale cioè quello della violenza fisica e psicologica. E’ stato difficile per te vestire i panni di una donna vittima di violenza?
Beh non è stato semplice perchè fortunatamente i miei personaggi rappresentano poco il mio vissuto. E’ un tema sempre più ricorrente e sentito, perciò ho provato ad immaginare e ad immedesimarmi nelle tante storie che leggiamo sui giornali o che vediamo in televisione. Sono onorata di aver dato voce a donne impaurite, fragili e scoraggiate, perchè attraverso la consapevolezza e la forza di volontà, riescono a reagire trovando conforto e sostegno nelle parole della figura della psicoterapeuta.

Durante le riprese del film ci sono state scene che ti hanno emotivamente colpito più di altre?
Mi ha emotivamente “scosso” interpretare la donna che rientra a casa dal lavoro e che subisce la violenza fisica dal proprio marito, il quale riversa in essa la frustrazione per aver perso il lavoro e la gelosia della sua indipendenza. Assurdo pensare che ciò accada veramente nella quotidianità.

Come è nata la tua collaborazione con il regista Tonino Abballe?
Durante le riprese di “Girotondo” ho avuto la possibilità di “rubare con gli occhi” tutto ciò che riguardasse il set a 360 gradi. Mi ricordo che anche quando non giravo ero lì, non tornavo a casa perchè volevo restare a guardare. Terminate le riprese, Tonino vedendo tale entusiasmo, mi propose di assistere alla post produzione e credo sia nato tutto da lì. E’ difficile da spiegare, è successo tutto molto velocemente…

Che esperienza è stata quella di essere dapprima diretta da Abballe e poi il debutto come regista al suo fianco nella commedia sentimentale “Un fiore perEnne”?
Lui è stato colui che mi ha regalato un’opportunità, ossia quella di vedere il mondo da un’altra prospettiva, quella di costruire una storia fatta di personaggi reali in un contesto a volte surreale. Per me è stato una guida, io sono inesperta e ovviamente da sola non ne sarei mai stata capace.

Anche tu come i protagonisti del film Luca e Nicoletta credi nel potere dell’amore per superare tutti gli ostacoli? Che importanza attribuisci ai sentimenti?
Io credo che l’amore, se vissuto in maniera sana e costruttiva, possa donarti la forza necessaria per superare gli ostacoli ed andare avanti, ma a volte l’amore non basta se le priorità della coppia sono differenti, se non apprezziamo chi abbiamo al nostro fianco pretendendo una vita migliore altrove, proprio come Luca e Nicoletta.
Tutto gira intorno alle emozione e ai sentimenti più nascosti, senza rendercene conto, a volte ne siamo spaventati e diventano ingestibili ma è così bello lasciarsi andare senza paura, buttarsi, cadere e rialzarsi. E’ importante comunicare ed essere se stessi perchè ci rende vivi.

Sogni già una famiglia o pensi sia ancora prematuro?
Al momento credo sia prematuro, ho tante cose da fare ancora, tante esperienze da vivere e provare. Però il pensiero c’è, certo.

Se dovessi descrivere il tuo carattere a quale aspetto rivolgeresti più attenzione?
Alla sincerità, nella vita reale non voglio e non amo fingere, anche se spesso la verità fa male, ma secondo il mio parere è meglio una brutta verità che una buona bugia.

Quali sono i tuoi progetti futuri e con chi ti piacerebbe intraprendere un percorso lavorativo??
Uscirà nel 2018 la mia seconda regia, sempre insieme a Tonino, intitolata “Potrebbe essere”, una commedia interamente girata a Rocca di Mezzo in provincia dell’Aquila. A novembre riprendo a studiare e poi chissà… Mentre per quel che riguarda la seconda domanda ti direi con Micaela Ramazzotti, la stimo molto come attrice.

Concludo spesso le mie interviste con domande sul cibo: qual è il tuo piatto preferito e se fossi un dolce che tipo di dolce saresti?
Non potrei riunciare ad una bella bistecca al sangue e il dolce che può rappresentarmi sicuramente è la cheesecake ai frutti di bosco!

Patrizia Faiello  

Foto: Giuseppe Andidero

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