E’ stato ufficialmente avviato – presso il bellissimo e nuovo Auditorium San Pio X Angelo Brizi in Piazza della Balduina a Roma – il “Progetto Persona”.
Si tratta di un percorso culturale e di formazione rivolto specialmente ai giovani tra i 18 ed i 35 anni, composto da incontri, conferenze e laboratori mirati.
Ad intervenire, di volta in volta, un personaggio di spicco del mondo cattolico ed uno laico, appartenente alla politica, allo sport, alla giustizia, ma anche alla sfera economica e sociale.
Le tematiche affrontate, infatti, spazieranno dalla famiglia alla collettività, dal lavoro allo sport o all’economia, il tutto focalizzato a riscoprire il valore della persona e della sua coscienza, chiamata ad una partecipazione attiva e costruttiva nella quotidianità.

Al centro di ogni dibattito i problemi morali dell’uomo, senza tralasciare quelli materiali e spirituali, così come le tante fragilità che albergano sempre più spesso nei ragazzi, le disuguaglianze e le difficoltà di oggi.

Lo scopo principale del “Progetto Persona” è quello di mettere al centro la persona nella sua totalità: persona come soggetto operante nella società e nell’azione politica come strumento di promozione culturale, con l’obiettivo di concorrere al Bene Comune.

Nel primo incontro di ieri sera – dal titolo “Tra spirito e realtà: la persona al servizio della collettività” – la platea dell’Auditorium San Pio X Angelo Brizi ha accolto e ascoltato come relatori Mons. Rino Fisichella e l’ex Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato.

Il focus è stato, appunto, sulla persona come “relazione”, sul suo essere socievole, partendo dalle radici etimologiche e filosofiche del termine. Secondo Mons. Fisichella, infatti, l’uomo deve prendere consapevolezza di chi è, per poi concentrarsi sulla relazionalità con gli altri e con Dio (si parla di triplice relazionalità, che è la vera essenza della persona umana). Ha poi sottolineato come, intorno al IV secolo, vi sia stata una rivoluzione all’interno del pensiero teologico, in quanto la concezione di Dio per la prima volta viene posta in relazione con l’uomo, mentre in precedenza la si metteva in relazione solamente con la Creazione.

Amato, invece, ha delineato il suo intervento analizzando come i 566 membri dell’Assemblea Costituente fossero permeati da idee contrapposte, culture estremamente diverse (c’erano cattolici, comunisti, liberali, democristiani ecc.), ma furono comunque in grado di trovare, attraverso il confronto, un preciso accordo nonostante gli evidenti spaccati.

Il senso di responsabilità e la volontà di creare un futuro vivibile per tutti erano alla base delle loro azioni, con un’intesa raggiunta grazie alla cultura del personalismo come caratteristica fondamentale: ciascuno, infatti, si sviluppa attraverso la relazione con gli altri (completamento della personalità) e una società riesce ad esistere proprio perchè tiene conto degli altri e delle differenze.

La persona, quindi, viene prima dello Stato e ciò che fa con gli altri determina lo Stato stesso. Ecco perciò la differenza tra personalismo ed individualismo.

La politica di oggi, invece, fatica a trovare soluzioni comuni, in cui tutti possano riconoscersi. Da qui l’invito di Amato ai tanti giovani presenti nell’essere partecipi dei princìpi della Costituzione, soprattutto per contrastare il Populismo, che si basa sull’attribuire mali e problemi ad un ipotetico nemico, che sia esso straniero o che abbia un colore di pelle diverso dal nostro. Questa idea crea emarginazione e frammentazione nella società, mettendo a rischio proprio i valori su cui la Costituzione si basa.

Il prossimo incontro del “Progetto Persona” – in programma a gennaio – verterà su “La dignità della persona umana e sui suoi diritti inviolabili tra Vangelo e Costituzione”.

Carlotta d’Agostino

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