Quante storie esistono dietro al gioco? Se si pensa alle attrazioni da sala, ad esempio, si potrebbe rimanere di stucco nell’apprendere di origini controverse e talvolta persino legate al caso, come dimostrano storia e sviluppo della roulette, nata da un banale esperimento scientifico. Altri tipi di storie, invece, possono essere direttamente inventate. Considerando la presa che il gioco ha da sempre sulle persone, non c’è voluto molto prima che autori e sceneggiatori traessero ispirazione dal tavolo verde per realizzare pubblicazioni e pellicole. I libri sul gioco non riguardano soltanto le solite guide per i principianti, in quanto è possibile
imbattersi in veri e propri romanzi che nei casi più fortunati sono stati trasposti poi sul grande schermo. Uno dei libri italiani più gettonati sotto questo punto di vista è ”Fate il vostro gioco” di Roberto Michilli, un romanzo che gioca sui metodi di calcolo che vengono sfruttati ai tavoli delle sale. Il libro sul gioco per antonomasia, però, rimarrà sempre e comunque “Il giocatore” di Fyodor Dostoevskij, scritto in 28 giorni per le esigenze debitorie dell’autore, che aveva incontrato dei problemi al tavolo verde nella vita reale. Lo scrittore russo dettò l’intero testo alla compagna, descrivendo il modus vivendi dei giocatori più accaniti e le conseguenze nefaste nelle quali si può imbattere chi non è in grado di gestire al meglio la propria passione. Un altro grande classico è rappresentato indubbiamente da “Paura e disgusto a Las Vegas” di Hunter Stockton Thompson. Se il titolo suona familiare è piuttosto naturale: da questo libro è derivato infatti il famoso film “Paura e delirio a Las Vegas” che ancora oggi non manca di svelare qualche retroscena. La storia è quella di un giornalista alle prese con i giochi e le luci sfavillanti di Las Vegas, la vera patria del gioco. Le ambientazioni delle sale sono forse l’ideale per creare certe atmosfere cinematografiche, non a
caso anche in molti film che hanno poco a che vedere con il casinò sono presenti scene di partite al poker, al blackjack o alla roulette, come in alcuni episodi della serie di James Bond.
Intrecciare il tema del gioco con le dinamiche sentimentali è possibile e il risultato ha dato spesso vita a dei capolavori. Uno di questi è “Rain Man – L’uomo della pioggia”, in cui Dustin Hoffman e Tom Cruise interpretano due fratelli persi e ritrovati in seguito alla scomparsa del padre. L’abilità di uno dei due al blackjack si rivela fondamentale non solo per vincere un bel gruzzoletto, ma anche per ricucire un rapporto che si era smarrito nel tempo. Il blackjack ha un ruolo ancora più centrale in “21”, un film del 2008 che ripercorre il vissuto del MIT Blackjack Team, una leggendaria squadra di giovani studenti universitari realmente esistita, che una trentina d’anni fa registrò parecchie vincite nei casinò americani grazie a specifiche tecniche che univano memoria e matematica. Di tutt’altro stampo sono invece “Colpo grosso” e l’italiano “Febbre da cavallo”, incentrati sul tema della truffa.
Insomma, appare evidente che i personaggi che ruotano intorno al tavolo da gioco si prestano ben volentieri a rivestire ruoli funzionali a racconti e scritti di vario genere. La curiosità viene suscitata facilmente anche negli spettatori che non hanno mai messo piede in una sala e che vogliono cercare di capire, senza correre rischi, come butti la vita tra una scala reale e una chiacchierata col croupier. Per questo la produzione di libri e film sul gioco sembra non conoscere battute d’arresto.

La redazione

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