Siamo nel pieno della quarta ondata di Covid-19. Questo è chiaro. Cos’altro è chiaro e preoccupante sono gli effetti provocati sui vari business. Tra i più colpiti ci sono sicuramente i cinema, dove si sta verificando una vera e propria emorragia di pubblico.

In termini pratici, parliamo di 5 milioni di spettatori nel primo weekend della Befana, quasi un milione in meno rispetto al già tragico weekend precedente che aveva chiuso a 6 milioni 380mila. Ormai sono lontani i tempi dei botteghini strapieni e delle lunghe file per andare a vedere l’ultimo lavoro di Checco Zalone (ricordiamo che “Quo vado?” è il film italiano più visto di sempre del XXI secolo ed ha incassato complessivamente 65.295.389 euro). Oggi, purtroppo, è la normalità fare la fila per i tamponi, tutt’al più per il supermercato, ma non di certo per concedersi un momento di spensieratezza. Sembra quasi essere diventato un lusso nelle mani di pochi fortunati (e negativi!).

Così, le comode poltrone rosse restano vuote o semivuote. E se per alcuni titoli è stato un flop totale (è il caso di “Supereroi” di Paolo Genovese con appena 546mila euro), per altri è ancora in forse la loro distribuzione. In stand-by, ad esempio, ci sono “Assassinio sul Nilo” di Kenneth Branagh e “Il sesso degli angeli” di Leonardo Pieraccioni con FerilliCeccherini e Marcello Fonte. È un no sicuro per “Vicini di casa” di Paolo Costella con Vittoria Puccini e Bisio.

Solo qualche settimana fa il boom di “Spiderman” a livello mondiale (ha incassato 22 milioni di euro) aveva fatto ben sperare, si credeva fosse di buon augurio per il 2022. E, invece, c’è stato un ulteriore indietreggiare. Voce fiduciosa e fuori dal coro è quella di Massimiliano Orfei, l’AD di Vision Distribution“Non bisogna farsi prendere dal panico, anche se la tentazione di mollare è forte. Noi confermiamo tutte le uscite, a cominciare da ‘America Latina’ dei D’Innocenzo il 13 gennaio, perché se mettessimo tutto in pending far tornare la gente al cinema poi sarebbe un’impresa titanica e non possiamo permettercelo.”.

Non ci resta che aggrapparci, sempre con le dovute distanze, alle sue parole. Dopotutto, l’ottimismo è il profumo della vita.

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