Il 14 febbraio, si sa, è il giorno degli innamorati. A San Valentino ogni cosa assume la forma dell’amore, nelle strade e nei negozi predominano peluches, il colore rosso e tanti tanti cuori. Purtroppo è una festa che non appartiene a tutti e sembra essere sempre più in estensione e di tendenza, il famoso mondo dei single.

A tal proposito il cinema, da sempre, è un ottimo alleato sia che tu sia single o innamorato, proponendo film d’amore in tutte le salse.

Da quelli più romantici strappalacrime con un amore da favola, alle storie contro innamorati ed eccessive effusioni, in cui prevale un forte senso d’ironia e presa in giro. Innamorati dell’amore o disincantati cronici? Quale sia la vostra attitudine, in questo articolo troverete i film più idonei per il giorno di San Valentino con il rischio di versare tutte le vostre lacrime finendo ogni fazzoletto o ridimensionando la vostra visione su questa festa e, chissà magari, scoprirsi tra la categoria degli ultimi romantici.

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è sentita Bridget Jones?

Nel film “Il diario di Bridget Jones” la protagonista, interpretata dalla straordinaria Reneè Zellweger, mette in scena – con le sue avventure imbarazzanti e sfortunate – le difficoltà più comuni della vita di ogni donna. Sarà forse per quel suo essere non perfetta dettato da quei chiletti di troppo, o per i fallimenti sentimentali “anche quest’anno single”, i buoni propositi smentiti nel momento in cui venivano elencati o il suo essere sempre coinvolta in terribili figuracce, ma nessuna meglio di lei incalza il motto di “una di noi”. Il suo personaggio è diventato iconico grazie proprio a questo alone di normalità che la avvicina a tutte le donne.
Bridget è una paffuta biondina, sogna l’amore che la completi e l’abito bianco sotto una pioggia di petali. Affonda la sua disperazione con questo sentimento cantando a squarciagola “All by myself ” sul divano di casa, con un pigiama di flanella e un bicchiere di vino in mano, ignorando completamente il vicinato. Niente tacchi a spillo per conquistare, bensì dei mutandoni bianchi che lei ritiene sexy. Riesce a inquadrare preventivamente i partner sbagliati (quelli “alcolizzati, stacanovisti allergici alle relazioni, voyeur, megalomani, emotivamente instabili o pervertiti”) e poi finisce di innamorarsi dell’unico uomo che incarna tutte queste caratteristiche: il suo capo (Hugh Grant). Il suo errore è quello di amplificare ogni gesto di lui con visioni romantiche (“una mini-vacanza significa vero amore”), poi un giorno irrompe nella sua vita Mark (Colin Firth), il quale ammette di essere attratto da lei “così com’è”.

Chissà quante donne,  grazie all’esilarante Bridget, non si sono sentite più dannatamente sole, trovando in lei una vera eroina che le rappresentasse.

Ci sono poi donne che si sono identificate in un’altra icona dell’amore, la tenace e modaiola Carrie Bradshow di “Sex and the city”, interpretata dall’insostituibile Sarah Jessica Parker. Giornalista newyorkese, vestita sempre all’ultimo grido, non più giovanissima ma affascinante, single ma indipendente.
E’ lei la nostra partner in crime per le serate da divano tv e-biscotti burrosi! Se per Bridget i mutandoni sono irrinunciabili, per Carrie vale lo stesso con le Manolo Blahnik, scarpe costosissime e sofisticate, ma in quest’ultima l’amore è proiettato in un unico uomo. Migliaia di pagine di diario e svariati cosmopolitan dopo, sempre in compagnia delle inseparabili amiche, riesce finalmente a conquistare e sposare l’uomo dei suoi sogni: Mr. Big (Chris Noth).

Tutt’altra storia per la rossa Vivian Ward di “Pretty Woman”, classico intramontabile tra i film d’amore. Nonostante siano passati ben 30 anni dall’uscita della pellicola nelle sale, questa favola moderna non smette mai di stancare, in grado di far vibrare le corde dell’anima in un mix di lacrime e sorrisi. Dire che è la storia di una prostituta che riesce ad accalappiare un ricco milionario potrebbe risultare quasi scontata, ma dietro questa romantica commedia del 1990 c’è molto più che una semplicistica trama da sogno.
Edward Lewis (Richard Gere), un uomo d’affari affascinante e di successo, si trova a Los Angeles per concludere un affare, quando si perde di notte per le strade di Hollywood e chiede informazioni ad una “signorina” . Vista l’estrema disponibilità e simpatia di Vivian (Julia Roberts), la fa salire sulla sua automobile per avere indicazioni su una strada di Beverly Hills. Edward, colpito dalla personalità e bellezza della ragazza, la ingaggia per tutta la settimana.
“Che cosa vuoi Vivian?” – “Voglio la favola!”. Tra i due non è solo questione di interessi, la loro storia è molto di più…

Se in “Pretty Woman” si sogna, nel film “Le pagine della nostra vita” una scatola di fazzoletti non basta per asciugare tutte le lacrime versate.

Il film inizia in una casa di riposo, un anziano sta leggendo a una paziente, anche lei avanti con gli anni, delle pagine di appunti sbiadite dal tempo. Le sta narrando la storia di due giovani innamorati: Noah Calhoun (Ryan Gosling) e Allie Hamilton (Rachel Mc Adams)che si conoscono durante un’estate poco prima lo scoppio della seconda guerra mondiale. Una storia d’amore difficile la loro, che dovrà fare i conti con insidie e costrizioni del destino. Nel presente, l’uomo termina la lettura con un “e vissero felici e contenti” senza però specificare “chi”. Improvvisamente però all’anziana donna torna la memoria. Allie è lei, affetta da demenza senile e l’uomo in realtà è Noah, suo marito. Agli inizi della malattia, Allie gli aveva consegnato il diario in cui lei stessa aveva scritto la loro storia per farselo leggere e aiutarla a “tornare da lui”. L’anziana donna, in un momento di lucidità, lo riconosce e gli confessa la paura di non riuscire a ricordare mai più nulla di loro. Noah la rassicura  dicendole che questo non accadrà mai e che il loro amore vivrà per sempre. I due muoiono insieme nel sonno e vengono ritrovati la mattina seguente dall’infermiera, ancora abbracciati.

Eh l’amore… Che si voglia o no vale davvero la pena viverlo, perché in fin dei conti siamo tutti degli inguaribili romantici!

Sara Brestolli

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