Una festa per tutto il Cinema italiano quella che si è svolta ieri sera nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Dopo lo stop dovuto alla pandemia da Covid19, il Globo d’Oro è tornato in presenza con una suggestiva e sentita cerimonia che ha visto coinvolte numerose personalità del cinema della musica e della cultura.
La serata è stata uno spettacolo vero e proprio dall’inizio alla fine, il tutto reso possibile grazie alla direzione artistica di Claudio Lavanga e Alina Trabattoni e la regia di Antonio Centomani, inaugurato da un breve concerto per pianoforte del maestro Pericle Odierna, il compositore che si è aggiudicato il riconoscimento come Miglior Colonna Sonora nel 2020 e a cui è seguito un contributo video dedicato ai vincitori della scorsa edizione. Nelle immagini, infatti, Pierfrancesco Favino, Giorgio Diritti, i Fratelli D’Innocenzo e molti altri.

«Abbiamo avuto uno stop, è vero» – hanno spiegato i due emozionati conduttori, Alina Trabattoni e Claudio Lavanga, direttori artistici del premio – «ma il grande cinema non si è fermato. L’elevata qualità dei lavori giunti ha dimostrato che l’industria cinematografica ha davvero tanto da dire e merita sempre di più di essere ascoltata, e guardata.».

L’atteso premio internazionale è stato assegnato da una giuria composta da oltre 50 corrispondenti dell’Associazione Stampa Estera in Italia suddivisa in 16 categorie: a dare il via alla manifestazione la consegna della prima statuetta a “Paradise, una nuova vita”, di Davide Del Degan, che ha ricevuto il riconoscimento come Miglior Opera Prima salendo sul palco insieme a Vincenzo Nemolato e Giovanni Calcagno. Il premio al Miglior Cortometraggio è andato a “La Stanza più fredda”, ritirato dal regista Francesco Rossi, insieme a Silvia Groppa e Andrea Santonastaso. Sulla linea dell’indagine, è seguito poi il Miglior Documentario per “Veleno” di Hugo Berkeley: un’opera che ha lasciato il segno.

Leggerezza e risate nel corso della premiazione di una delle serie più brillanti degli ultimi anni, “Speravo de mori’ prima”, che si è aggiudicata il riconoscimento come Migliore Serie TV e che ha visto ritirare il premio Luca Ribuoli, Gianmarco Tognazzi e Stefano Bises.

E ancora Nora Stassi, la Giovane Promessa, ha inviato un video messaggio di ringraziamento, non potendo essere presente perchè in dolce attesa, cui è seguita la premiazione della Migliore Colonna Sonora a Mattia Carratello e Stefano Ratchev, per “Padrenostro”.

Nel tempio della musica, l’Auditorium, la celebrazione dell’arte di Euterpe raggiunge il suo momento più alto con l’omaggio del maestro Andrea Morricone, figlio del compianto premio Oscar Ennio, che ha eseguito sul palco per ricordare l’opera paterna, pietra miliare per il cinema italiano e mondiale.

Miglior Fotografia a Daniele Ciprì per “Il cattivo poeta“, la Migliore Sceneggiatura per il film “Governance”, firmata da Michael Zampino, Heidrun Schleef e Giampaolo Rugo, fino alla Migliore Commedia, che ha visto sul palco il regista Sydney Sibilia per “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”, che ha ritirato il premio insieme al produttore Matteo Rovere.

La serata non ha risparmiato sorprese, come il divertente sketch del duo Le Coliche, o come il nuovo riconoscimento che punta a diventare una tradizione, il Globo Italiani nel Mondo, che va all’acclamato “Miss Marx” e per cui la regista, Susanna Nicchiarelli, ha inviato un video di ringraziamento.

Ma è stato Renato Pozzetto, con la sua affabile simpatia, a riportare in Italia il premio, con il riconoscimento del Gran Premio della Stampa Estera per “Lei mi parla ancora”. E poi momento di grande emozione è stato il vedere sul palco uno dei registi più iconici della storia del cinema nazionale, Giuliano Montaldo, che ha ritirato il Premio alla Carriera assieme a sua moglie Vera.

Ultimi ma non meno importanti, gli attesi premi ai Miglior Attori: premiato nella categoria maschile Kim Rossi Stuart, con la sua interpretazione in “Cosa sarà” e l’ex aequo nella categoria femminile con Donatella Finocchiaro e Simona Malato, protagoniste del film “Le Sorelle Macaluso”, di Emma Dante, che si è aggiudicata il premio come Miglior Film.

Daniele Luchetti con “Lacci” ha chiuso la fortunata serie con la statuetta alla Migliore Regia.

Un’edizione senza precedenti quella del Globo d’Oro 2021, in cui finalmente si è potuti tornare in presenza in platea e condividere un momento importante per la ripartenza del settore cinematografico italiano.

Carlotta d’Agostino

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