A Rainy Day in New York” di Woody Allen è il film campione d’incassi  globale di questa settimana.
Un vero paradosso reso possibile grazie alla riapertura delle sale cinematografiche in Corea del Sud, dove l’emergenza del Coronavirus sembra essere pressoché terminata e dove la pellicola del regista americano ha incassato oltre 300 mila dollari.

Il film di Woody Allen ha incontrato fin da subito difficoltà dopo le accuse della figliastra Dylan Farrow, la quale lo accusa di averla molestata quando era ancora una bambina.
La conseguenza è stata che il produttore del film di Allen, Amazon, ha deciso di cancellare completamente l’uscita. Inoltre gli attori e le attrici del cast tra cui Timothée Chalamet, Rebecca Hall e Selena Gomez hanno dichiarato di rinnegare la loro partecipazione al film di Allen.

Mi rincresce aver lavorato con lui

Ha dichiarato la Hall,

Non voglio tenere alcun guadagno dal film

Ha aggiunto la Chalamet.

Il trailer del film:

Woody Allen dal canto suo paragona le accuse di molestie sessuali nei suoi confronti al clima del maccartismo in America:

Era un’epoca in cui si poteva denunciare il proprio vicino con un’accusa fondata assolutamente sul nulla, e sulla quale non serviva proprio a niente dimostrare la falsità. Oggi non siamo a questo, ma c’è qualche elemento che lo ricorda. Me lo ricordo un po’, perché quando ero bambino si veniva a sapere che un tizio aveva perso il lavoro senza potersi neppure difendere da ciò di cui lo si accusava. L’accusa equivaleva alla colpevolezza e alla sentenza. E’ ingiusto, accade in tutte le epoche e, grazie a Dio, ripeto, non siamo ancora al maccartismo. Non sono stato buttato in prigione come tanti artisti e scienziati, ma parlo di questo perché ne sento un vago odore.“.

Al netto di tutto, “A Rainy Day in New York” è il film numero uno per incassi e, a chi chiede al regista Woody Allen cosa ne pensa adesso di un film sul lockdown, lui risponde:

Un film ispirato al lockdown? Ah, no! E’ il contrario di un tema che mi ispira. Ed è anche del tutto scoraggiante. Continuo a chiedermi quali saranno le conseguenze sulla vita sociale, sul teatro, sul cinema… Riapriranno mai?

E se vi chiedete come sta trascorrendo la sua quarantena newyorkese, Woody Allen risponde così:

Non fa una grande differenza con la mia vita precedente. Mi sveglio ogni mattina e lavoro alla sceneggiatura di un film o al copione di una pièce di teatro. La vera differenza, e, diciamolo pure, il baratro, è che per mia moglie e per me, alla fine della giornata, invece di uscire, non c’è nient’altro da fare che guardare la tv, leggere o fare il tapis roulant. Sì, il tapis roulant. Diciamo che stiamo vivendo un incubo un po’ surrealista.”.

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