Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha provato ammirazione per il mitico Arsenio Lupin. Eppure Il personaggio di Lupin è quello di un ladro, uno stereotipo di antieroe che concilia genialità ed egoismo. Uno che mette le proprie abilità al servizio dell’ego per sfociare nella criminalità. Anche se lo condanniamo moralmente, ne restiamo maledettamente affascinati. Il motivo è semplice, ciò che affascina è quella sfida intellettuale, la destrezza con cui realizza i suoi piani, quel costante mettersi alla prova con l’intelligenza in strategie studiate nei minimi dettagli, travestimenti e trabocchetti ben congegnati.

Nel corso del tempo ce ne sono state di figure simili a lui, delle menti criminali che hanno fortemente speculato con la materia grigia. Menti diaboliche entrate nella storia del crimine, abili manipolatori nel tessere la tela delle più clamorose truffe. Il loro fine è quello di raggirare il prossimo ed ottenere introiti colossali, tracciandone un vero e proprio stile di vita. Le truffe vengono messe in atto con ingegnosi progetti, avvalendosi di schemi ed espedienti collaudati. I requisiti fondamentali della categoria sono: faccia tosta, improvvisazione, finzione e persuasione fuori dal comune.
La cinematografia ha spesso ritratto il genere portando sul grande schermo storie straordinarie con un notevole successo al botteghino.
Colpi di scena, ingegnosità strabiliante, attori di forte carisma, assi nelle maniche, scenari sempre diversi… Sarà forse proprio per tutto questo che i film sulle truffe hanno da sempre un fascino unico. Pellicole che ci hanno fatto schierare dalla parte dei truffatori, altre empatizzare con i poveri truffati, ma pur sempre rimasti incollati alle poltrone, ipnotizzati dagli eventi fino alla fine del film.
Andiamo a scoprire quali sono i film delle migliori truffe al cinema.

“Totò truffa 62”
Ovviamente se parliamo di truffe al cinema non possiamo non citare  “Totò truffa 62” (1961), il film che per eccellenza rappresenta il genere nel cinema italiano.
Protagonista è il grande Totò (Antonio de Curtis) in un susseguirsi di gag nei panni di un consumato imbroglione che, con l’assistenza del suo collaboratore Nino Taranto, porta a termine una lunga serie di truffe ai danni dei personaggi più disparati. La truffa più famosa è senz’altro quella della vendita della Fontana di Trevi. In questa scena Totò, assistito sempre dal suo uomo di fiducia, riesce a vendere il celebre monumento romano ad un ingenuo italo-americano (Ugo D’alessio), il famoso Decio Cavallo – Caciocavallo.

“Loro Chi”
Restando sempre con il focus sul cinema italiano, altro film che tratta il genere è “Loro Chi” (2017), una spassosa commedia sul malcostume italico che, con intelligenza e tante risate, punta il dito su un Paese in cui la truffa è quasi incentivata dalle istituzioni.
La storia gioca sulla relazione tra due personaggi molto diversi tra loro: Marco Giallini è un truffatore esperto, simpatico e creativo, che riesce a raggirare senza troppa fatica il povero Edoardo Leo, giovane manager appassionato anche di scrittura in cerca di promozione che, proprio a causa di un suo brutto tiro, si ritrova senza nulla. Decide così di mettersi sulle tracce del suo truffatore, ma con esiti del tutto inaspettati e si ritroverà alle prese di azioni per lui inimmaginabili, prima del tracollo.

“La Stangata”
Spostandoci oltreoceano impossibile non citare “La Stangata” (1973) che segna, oltre alla prima incetta di Premi Oscar (ben 7, tra cui Miglior Film) irrimediabilmente anche un genere, ancora oggi un modello per alcuni crime movies. Gli ingredienti ci sono tutti, dai truffatori con la faccia da canaglia ed il cuore d’oro, al cattivo che merita solo di essere punito, passando per una colonna sonora che ha fatto la storia. Il film di Roy Hill è un capolavoro grazie al perfetto mix di tutti questi elementi e alla presenza di attori del calibro di Robert Redford e Paul Newman. Il film è una “truffa all’americana” a discapito di un boss della malavita nella Chicago degli anni ’30, con la finta agenzia di scommesse in cui il gangster crede di poter vincere facilmente grazie a informazioni riservate.

 “Prova a prendermi”
Facciamo un balzo in avanti di quasi 4 decenni per un altro film. E’ la volta di Steven Spielberg con “Prova a prendermi” (2002), che vede protagonisti Tom Hanks e Leonardo Di Caprio.
La storia, basata su fatti realmente accaduti, non parla di una singola truffa, ma segue le avventure di Frank Abagnale Jr., un genio del raggiro che nel corso della sua breve ma fruttuosa carriera di imbroglione, è riuscito a fingersi pilota, medico, avvocato e agente dell’Fbi, ingannando i poliziotti per anni.
Insomma, una sorta di Avvocato Pignacorelli del crimine!
Alla fine però Abagnale jr è stato catturato, ha scontato la sua pena ed è stato assunto dai suoi inseguitori come analista.

“Gambit”
E’ un film del 2012 su una truffa a regola d’arte. Protagonista è Harry Dean (Colin Firth), un curatore di mostre londinese, che organizza un’astuta macchinazione per raggirare l’uomo più ricco d’Inghilterra, l’avido collezionista Lionel Shabandar, convincendolo ad acquistare un falso dipinto di Monet. Come esca recluta una regina del rodeo texana PJ Puznowky (Cameron Diaz), che dovrebbe interpretare l’improbabile proprietaria del quadro e che finisce con essere il classico elemento di disturbo (l’americana rozza e confusionaria nella compassata società inglese).

“Il genio della truffa”
Il film segna il grande ritorno al cinema del regista Ridley Scott, che porta sul grande schermo imbrogli, psicoanalisi, inseguimenti e fughe. Una storia di truffatori in cui protagonista è Roy (Nicolas Cage), un impostore che, con il giovane socio Frank (Sam Rockwell), imbroglia donnette promettendo loro vincite colossali a base di viaggi all’estero. Tutto questo solo in caso di acquisto dei suoi apparecchi per filtrare l’acqua. Un lavoro per certi aspetti faticoso come documentano le prime sequenze del film. Non si sa però come questo possa rendere tanto da concedergli una bella casa e una cassetta di sicurezza in banca stracolma di sterline. Nonostante un apparente benessere, infatti, la vita di Roy è oppressa da molti problemi: lasciato 14 anni prima dalla moglie incinta, vive di sensi di colpa, è afflitto da agorafobia ed è devastato dai tic. L’uomo rischia di andare in pezzi fino a quando non arriva a cercarlo Angela, la figlia adolescente, che anzichè scandalizzarsi, vuole apprendere il mestiere del papà. Quando si dice tale padre tale figlio!

“L’inganno perfetto”
A volte il tanto pianificato piano criminale può trasformarsi in un bellissimo colpo, ma di fulmine. Un gioco raffinato tra mattatori della scena come Ian McKellen e Helen Mirren dà vita a una commedia nera degli equivoci in cui vince chi è più bravo a mentire. Tutto questo “E’ L’inganno perfetto” (2019) di Bill Condon, un thriller brillante e ricco di suspense sui segreti che le persone nascondono e sulle bugie che vivono.
La trama parte da una truffa online e racconta di una ricca vedova, Betty McLeish, che finisce nel mirino di uno scaltro ed espertissimo truffatore di nome Roy Courtnay, che la vuole sedurre per poter accedere al suo patrimonio. La complicazione però è dietro l’angolo, perché tra i due scatta la proverbiale scintilla: Roy si scopre sempre più legato alla donna ed i suoi piani diventano molto più difficili da mettere in pratica…

“Confidence – La truffa perfetta”
Molte delle storie citate hanno fatto della truffa una professione. Così è stato anche per Jake Vig. Jack, interpretato da Edward Burns, il protagonista di “Confidence” (2003), un giovane bello, intraprendente e ricco di charme che si destreggia abilmente nel mondo della malavita. Un giorno truffa per sbaglio lo scagnozzo di un malavitoso più potente di lui che rivuole i suoi soldi e per il giovane cominciano i guai. The King (Dustin Hoffman) è un boss avido e sadico che controlla la gran parte dei traffici illeciti della città. Per cercare di sistemare le cose, Jake è costretto a organizzare una truffa molto rischiosa ai danni di un vecchio nemico del Re, con la complicità della bellissima e sensuale Lily (Rachel Weisz), ma le cose si complicano ed il resto della trama si cela nel film!

 “American Hustle – L’apparenza inganna”
La gente crede solo a quello che vuole credere. È il mantra di Melvin Weinberg, truffatore di professione, arruolato dall’FBI sul finire degli anni ’70 per un’operazione sotto copertura denominata Abscam, mirata ad incastrare membri del Congresso corrotti. “American Hustle – L’apparenza inganna” (2015) è tratto da una storia vera, riportata sul grande schermo dal regista David O. Russell e racconta uno dei più grossi scandali del sistema politico statunitense.
Protagonista è Irving Rosenfeld, impersonato da un irriconoscibile Christian Bale. L’uomo è un vero truffatore, che si avvale d’inganni per raggiungere scopi ai danni dello stato. Intrecci ed inganni si susseguono all’interno del film romanzando parecchio la realtà dell’epoca, tra triangoli amorosi e nomi fittizi. Irving Rosenfeld (Christian Bale) e la sua amante Sydney Prosser (Amy Adams), sono costretti dall’ambizioso agente Richie DiMaso (Bradley Cooper) a incastrare politici e mafiosi in un blitz che si rivela molto complicato anche a causa dell’imprevedibile moglie di Irving, Rosalyn (Jennifer Lawrence
). Alla fine, però, i due truffatori giocheranno un brutto scherzo all’agente dell’FBI.

E se alla vista di uno di questi film vi ritrovate a chiedere “ma tu l’avevi capito?” allora vuol dire che la truffa è riuscita anche con voi! 

Sara Brestolli

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