Nel corso della consueta cerimonia al Dolby Theatre di Los Angeles verranno assegnati, il prossimo 9 febbraio, i Premi Oscar, assegnati per la 73esima volta nella storia del cinema dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.
Come già avvenuto per l’edizione dello scorso anno, la cerimonia non avrà un conduttore ufficiale.
Nella giornata di ieri sono state annunciate le nomination ufficiali che ha visto “Joker” di Todd Phillips in prima fila con 11 nomination, seguito da titoli che già rientravano nei papabili alla vigilia, come “C’era una volta a… Hollywood” di Quentin Tarantino, “1917” di Sam Mendes e “The Irishman” di Martin Scorsese, con 10 candidature. A poche settimane di distanza dall’assegnazione dei premi, ripercorriamo in un breve excursus le categorie e le previsioni sui vincitori.
MIGLIOR FILM
In un’annata caratterizzata da diversi titoli interessanti, le candidature ufficializzate ieri non hanno riservato grandi sorprese. Nella categoria regina, quella riservata ai migliori film, è stata confermata una lista di 9 candidature. Oltre alle produzioni che hanno fatto incetta (prevedibilmente) di nomination come il cinecomic di Todd Phillips, “Joker”, il nuovo film di Quentin Tarantino, “C’era una volta a… Hollywood”, il chiacchieratissimo film bellico di Sam Mendes, “1917”, e il Quei bravi ragazzi 2.0 di Martin Scorsese, “The Irishman”, hanno trovato spazio l’irriverente “Jojo Rabbit” di Taika Waititi, l’acclamato “Parasite” di Bong Joon-ho, la dramedy “Storia di un matrimonio” di Noah Baumbach e la nuova trasposizione cinematografica del romanzo di Louisa May Alcott, “Piccole donne“, diretto da Greta Gerwig. Ultimo posto conquistato da “Le Mans ’66 – La grande sfida“, probabilmente l’unico titolo in bilico alla vigilia tra quelli succitati.
Al momento il vincitore pare possa uscire dal terzetto composto da “1917” – apprezzato moltissimo dalla critica oltreoceano – “C’era una volta a… Hollywood” e “The Irishman”.
MIGLIOR REGIA
Una delle categorie che ha fatto maggiormente discutere è quella che riguarda la miglior regia, dove Todd Phillips si è accaparrato l’ultimo slot utile nella cinquina finale, completata da nomi già praticamente confermati alla vigilia come Sam Mendes per “1917”, Quentin Tarantino per il suo omaggio alla Los Angeles degli anni ’60 con “C’era una volta a… Hollywood”, Bong Joon-ho per “Parasite” e il recordman Martin Scorsese, che si porta a casa la nona nomination in carriera per la miglior regia grazie a “The Irishman”. Meglio di lui soltanto William Wyler, fermo a quota 12. Categoria combattutissima, che al momento sembra vedere Tarantino leggermente favorito rispetto agli altri illustri nomi. Delusione (con annesse polemiche) per Greta Gerwig.
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Come per la precedente categoria, anche in questo caso la lista era già praticamente completata per 3/4, considerando che paiono non essere mai state in discussione le candidature di Antonio Banderas per una delle sue migliori performance in carriera nello struggente “Dolor y Gloria” di Pedro Almodovar, di Leonardo DiCaprio, che aggiunge un altro iconico personaggio alla sua già ricchissima carriera, nei panni della star tv in declino Rick Dalton ne “C’era una volta a… Hollywood”, e soprattutto il duo favorito alla vittoria finale: Adam Driver è un regista teatrale che vede sbriciolarsi il suo legame con la moglie in “Storia di un matrimonio” di Noah Baumbach. Driver dovrà vedersela fino all’ultimo con la follia di Arthur Fleck, incarnata in “Joker” da uno straordinario Joaquin Phoenix alla sua quarta nomination ai Premi Oscar. L’ultimo slot è andato al Papa Francesco di Jonathan Pryce, battendo sul filo di lana l’interpretazione di Elton John nella versione di Taron Egerton, vittorioso sette giorni fa ai Golden Globe.
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Un’unica grande sorpresa nella cinquina dedicata alle migliori attrici protagoniste, dove Lupita Nyong’o – premiata con l’Oscar nel 2014 per “12 anni schiavo” – ha visto sfuggire la nomination nonostante l’ottimo responso generale riservato a “Noi” di Jordan Peele. L’Academy le ha preferito Cynthia Erivo, unica attrice afroamericana candidata quest’anno, e nominata anche per la miglior canzone e soprattutto Saoirse Ronan, che a soli 25 anni accumula la sua quarta candidatura e viene giustamente inserita nel quintetto finale grazie alla splendida interpretazione di un personaggio iconico della letteratura come Jo March di “Piccole donne”. Conferme prevedibili per Renée Zellweger nei panni di Judy Garland nel biopicJudy” – ad oggi la favorita per la vittoria finale – insieme a Charlize Theron per “Bombshell” e la bravissima Scarlett Johansson per “Storia di un matrimonio”. Niente da fare per la pur brava Awkwafina di “The Farewell“.
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Una delle cinquine più affascinanti e – d’altro canto – una delle più blindate. Come per Scorsese alla regia, anche Al Pacino tocca un traguardo da record, aggiudicandosi la nona candidatura in carriera – una vittoria sinora, per “Scent of a Woman – Profumo di donna”, nel 1993 – grazie al ruolo del leader sindacalista Jimmy Hoffa ne “The Irishman” di Martin Scorsese. A fargli compagnia un collega di set come Joe Pesci, che sancisce con la nomination il suo grande ritorno sulle scene, Tom Hanks per “Un amico straordinario“, nelle vesti del personaggio tv Fred Rogers, l’ecclesiastico Anthony Hopkins de “I due Papi” e il grande favorito alla vittoria finale, ovvero lo stunt-man Cliff Booth di Brad Pitt, vero e proprio co-protagonista di “C’era una volta a… Hollywood” di Quentin Tarantino.
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Una delle grandi esclusioni riguarda la categoria delle migliori attrici supporter, che fino all’ultimo sembrava potesse includere Jennifer Lopez per il suo lavoro nel film “Le ragazze di Wall Street” e che invece si vede scalzare lo slot finale da Kathy Bates, grazie alla splendida e sofferta performance in “Richard Jewell” di Clint Eastwood, insieme a Scarlett Johansson, che a distanza di 12 anni dall’ultima volta – Cate Blanchett per “Elizabeth: The Golden Age” e “Io non sono qui” – conquista una seconda candidatura dopo quella nella categoria principe delle interpreti per “Storia di un matrimonio”; in questo caso la candidatura arriva per “Jojo Rabbit” di Taika Waititi. Riguarda una collega di set in “Storia di matrimonio” la nomination favorita, per il momento, alla vittoria finale: Laura Dern è un’agguerrita avvocatessa in “Storia di un matrimonio”. Nomination anche per Margot Robbie grazie a “Bombshell” e prima volta in carriera per la promettentissima Florence Pugh di “Piccole donne”.
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Meno scontate del solito e più interessanti le candidature per il miglior film animato, che ha fatto registrare un’esclusione eccellente come quella di “Frozen II – Il segreto di Arendelle“, in favore della pellicola francese “Dov’è il mio corpo?” e del film natalizio di Netflix, “Klaus“. In prima fila rimane la nomination per “Toy Story 4“, nettamente favorito alla vittoria finale, insieme al film in stop-motion “Missing Link” e al terzo capitolo del franchise di Dragon Trainer, “Il mondo nascosto“.
MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
“Parasite” di Bong Joon-ho sembra non avere rivali nella categoria riservata al miglior film straniero – da quest’anno intitolata al miglior film internazionale. Forte di 6 nomination in totale, “Parasite” si appresta a portarsi a casa lo scettro del miglior film non in lingua inglese. La categoria è comunque molto interessante, visto che comprende lo spagnolo “Dolor y Gloria” di Pedro Almodovar, il francese “I miserabili“, il polacco “Corpus Christi” e la sorpresa macedone “Honeyland“, candidata anche nella categoria riservata ai documentari e facendo registrare un piccolo record in tal senso.
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Tra gli outsider alla vigilia nella categoria dedicata al miglior script originale c’era “1917” di Sam Mendes, che a conti fatti sembra uno dei titoli maggiormente interessanti per l’Academy, considerando che rientra anche in tale cinquina. Accanto ad un titolo inaspettato ci sono le candidature già annunciate di Noah Baumbach per “Storia di un matrimonio”, Quentin Tarantino per “C’era una volta a… Hollywood”, Bong Joon-ho per “Parasite” e soprattutto Rian Johnson, che in dirittura d’arrivo si ritaglia il proprio spazio con il giallo deduttivo di “Cena con delitto – Knives Out“.
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Nonostante abbia mancato la nomination alla miglior regia, Greta Gerwig viene premiata per lo splendido adattamento del romanzo iconico “Piccole donne”, nella categoria riservata alle sceneggiature non originali. Categoria nella quale parte favorita insieme ad un altro titolo annunciato come “Jojo Rabbit”, grazie al lavoro di Taika Waititi.
In seconda fila gli outsider che hanno trovato le conferme previste: Steven Zaillian per “The Irishman”, Todd Phillips per “Joker” e Anthony McCarten per “I due Papi”.
MIGLIOR FOTOGRAFIA
Come per tante altre categorie di questa 73ma edizione degli Academy Awards, anche la lista dedicata alla miglior fotografia era già quasi del tutto completata e negli annunci ufficiali di ieri sono arrivate le convalide delle nomination per Roger Deakins e l’immaginifico lavoro in “1917” di Sam Mendes, un veterano come Rodrigo Prieto con “The Irishman” e lo splendido apporto di Robert Richardson in “C’era una volta a… Hollywood” di Quentin Tarantino. Prevedibile anche la candidatura di Lawrence Sher per “Joker” mentre all’ultimo l’Academy ha preferito Jarin Blaschke per la fotografia in bianco e nero di “The Lighthouse“, diretto da Robert Eggers a Phedon Papamichael per “Le Mans ’66 – La grande sfida”.
MIGLIOR SCENOGRAFIA
L’escluso dalle previsioni della vigilia in questo caso è Mark Friedberg per “Joker”, scalzato dall’ottimo lavoro di Ra Vincent e Nora Sopkova in “Jojo Rabbit”. Tutto confermato per il resto con le nomination a Bob Shaw e Regina Graves per “The Irishman”, Barbara Ling e Nancy Haigh per “C’era una volta a… Hollywood”, Lee Ha-jun e Cho Woo-woo per “Parasite” e Dennis Gassner con Lee Sandales per lo splendido apporto al film di Sam Mendes, “1917”.
MIGLIOR MONTAGGIO
Un’istituzione nel campo del montaggio come Thelma Schoonmaker si porta a casa l’ennesima candidatura per il suo lavoro in collaborazione con Martin Scorsese in “The Irishman“. Negli altri slot “Joker” scalza “Storia di un matrimonio” e si aggiunge alle candidature già previste da settimane e confermate negli annunci ufficiali di “Le Mans ’66 – La grande sfida”,” Jojo Rabbit” e “Parasite”.
MIGLIOR COLONNA SONORA
Suggestiva e davvero interessante è la cinquina riservata alle colonne sonore, anche grazie ai nomi che la compongono, con Alexandre Desplat per “Piccole donne”, Randy Newman per “Storia di un matrimonio”, Thomas Newman per “1917” di Sam Mendes, la compositrice islandese Hildur Guðnadóttir – favorita alla vittoria finale per la splendida partitura di “Joker” – e il veterano John Williams, alla sua candidatura numero 47 per “Star Wars: L’Ascesa di Skywalker”.
 
MIGLIOR CANZONE
Non ci sono grandissimi favoriti al momento nella categoria che comprende le migliori canzoni, con “Toy Story 4” e “Frozen II – Il segreto di Arendelle” che si riservano la possibilità di scalzare all’ultimo “(I’m Gonna) Love Me Again” di “Rocketman“, composta da Elton John e dal fido Bernie Taupin.
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Avengers: Endgame” trova il suo habitat naturale nella categoria riservata ai migliori effetti speciali, che la vede tra i favoriti, insieme a “Star Wars: L’Ascesa di Skywalker“, “The Irishman” e soprattutto “1917“, maggiormente apprezzato negli Stati Uniti. Poche chance al momento sembra avere la nuova versione Disney de “Il re leone“.
MIGLIOR SONORO
Le Mans ’66 – La grande sfida” potrebbe partire favorito nella categoria che comprende i migliori film nell’ambito del sonoro. Tuttavia è bene non sottovalutare titoli come “Ad Astra” e “1917“. Completano la cinquina “C’era una volta a… Hollywood” e “Joker“.
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Molto simile alla categoria precedente la cinquina che comprende i film con il miglior montaggio sonoro. L’Academy ha deciso di premiare in questo caso il lavoro di “Star Wars: L’Ascesa di Skywalker” a discapito di “Ad Astra”. Anche in questo caso “1917” e “Le Mans ’66 – La grande sfida” spiccano tra i favoriti, ma la categoria rimane una di quelle che potrebbe riservare una sorpresa al fotofinish.
MIGLIORI COSTUMI
Categoria piuttosto agguerrita quella che riguarda i migliori costumi con Jacqueline Durran per “Piccole donne” e Mark Bridges per “Joker” che paiono in pole position per aggiudicarsi la statuetta. La cinquina è completata dallo stupendo abbigliamento anni ’60 di “C’era una volta a… Hollywood”, insieme a “Jojo Rabbit” e “The Irishman”.
MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Joker” e “Judy” in prima fila nella cinquina riservata al miglior trucco, che quest’anno sembra molto competitiva anche nelle altre candidature che vedono “Maleficent – Signora del Male“, “1917” di Sam Mendes e “Bombshell” con Charlize Theron e Margot Robbie.
MIGLIOR DOCUMENTARIO
Quasi tutto confermato nella categoria dedicata al miglior documentario, con “American Factory” e “Democrazia al limite” che erano i titoli già annunciati alla vigilia, affiancati da “The Cave“, “For Sama” e la sorpresa dell’ultimo minuto, “Medena Zemja“.
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
In the Absence” e “Life Overtakes Me” sembrano i titoli più interessanti nella cinquina per il miglior cortometraggio documentario. Rientrano comunque nella corsa “Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl)“, “St. Louis Superman” e “Walk Run Cha-Cha“.
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Neighbor’s Window di Marshall Curry, già premiato a livello internazionale nel corso dei mesi precedenti, è la punta di diamante nella categoria dedicata ai migliori cortometraggi, completata da altri titoli interessanti come Nefta Football Club e A Sister di Delphine Girard. Completano la cinquina Ikhwéne e Saria.
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE
Si giocheranno probabilmente la vittoria finale “Sister di Siqi Song” e “Memorable” di Bruno Collet, incentrato sul tema dell’Alzheimer. Qualche chance anche per “Hair Love“. In cinquina candidati – più nelle vesti di outsider – anche “Dcera” e “Kitbull“.
Davide Sica
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