Lucine colorate, alberi decorati, pacchi infiocchettati e dolci musichette: il Natale è magia. Eppure c’è chi detesta questa festa. Ma c’è una spiegazione a ciò. Uno studio recente, ha rivelato che esiste un’area del cervello predisposta al piacere, capace di accendersi nel periodo di Natale. Esistono poi soggetti in cui il processo non si verifica, ma si crea un effetto contrario scaturendo avversione e antipatia.

Così, mentre per alcuni il Natale è una vera gioia, altri lo odiano con tutte le loro forze non vedono l’ora che finisca. Questa avversione nei confronti del periodo più bello dell’anno, viene individuata dagli studiosi come sindrome da Grinch che rende malinconici e inquieti. Ma chi è e da dove arriva il Grinch? Nessun pianeta lontano o specie rara animale, bensi appartiene alla tanta fantasia dello scrittore e fumettista statunitense Dr. Seuss. Il Grinch è un iniquietante personaggio, nato nel 1957, rappresentato con il volto verde, gli occhi rossi cattivi e i lineamenti pelosi, capace di odiare il Natale in modo seriale, a cominciare dalla gioia e dalla musica natalizia. La sua missione è quella di distruggere il Natale e far sparire tutte le decorazioni e i doni. Il personaggio del Grinch è noto in tutto il mondo e ad accrescerne la fama ci ha pensato anche il cinema.

Nel 2000 esce nelle sale di tutto il mondo il “Grinch” diretto da Ron Howard ed interpretato dall’attore più cartooniano di Hollywood, Jim Carrey. Una pellicola che, nonostante i suoi 30 anni, è sempre di forte attualità e riflette sul significato del Natale. Attraverso la simpatia ed antipatia del famoso essere verde, pone l’accento sulle molte ipocrisie dell’essere umano, che magari compie opere cattive e poi si stringe attorno all’albero addobbato per festeggiare il 25 dicembre.

Uno degli elementi vincenti del film è sicuramente l’interpretazione di Jim Carrey, che mette in scena un altro dei suoi personaggi più riusciti. L’attore irrompe sullo schermo con ironia pungente e forte umorismo fisico. Al centro della storia c’è quest’essere peloso verde, cinico e brontolone, che odia il Natale fin da quando era piccolo e vive isolato sul Monte Briciolaio, con la sola compagnia del suo fedele cane Max. Carrey non porta solo comicità ma, fin dai primi minuti, emerge una vena malinconica che sta in quel piccolo cuore che si rimpicciolisce ogni giorno che si intenerisce solo con il suo cagnolino. Importante nel film è anche la figura, Cindy Chi Lou, una bambina che sente di dar fiducia al Grinch a tal punto di arrivare a spiarlo. Cindy è l’unica incuriosita dal comportamento del peloso personaggio verde. Il suo atteggiamento cattura l’attenzione del Grinch, che comincia a provare simpatia per lei. Divertente e commovente al tempo stesso, “Il Grinch” è una storia universale sullo spirito del Natale e sull’indomabile forza dell’ottimismo. Dovranno passare circa 20 anni fino a quando a Illumination Entertainment, riporterà nel 2018 sul grande schermo la storia del mostro verde, in una nuova versione animata in computer grafica, distribuita dalla Universal Pictures. Il lungometraggio d’animazione “Il Grinch” è firmato da Scott Mosier e Yarrow Cheney e vede due volti famosi prestare la voce al burbero personaggio nemico del Natale. Nella versione originale è l’attore britannico Benedict Cumberbatch, mentre per quella italiana è stato scelto Alessandro Gassmann.

Questo moderno adattamento di un racconto classico, che accomuna sia grandi e piccini, è stato pensato per dare una nuova spinta a quella che da sempre è considerata un’icona del Natale, nonostante il suo caratteraccio che, grazie alla forza dell’amore, riesce a cambiarlo perché il Natale è una festa speciale e tutti diventiamo più buoni.

Sara Brestolli

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