Il ballo come protagonista e riscatto di vita. Il ballo come rito di passaggio, strumento di liberazione anche sessuale. Il mondo del cinema è sempre stato affascinato da questa forma di arte. Tante le pellicole che raccontano storie di protagonisti che si lasciano andare al ritmo della musica per abbandonarsi completamente al ballo. Quanti di voi alla prima nota di “What a Feeling” ricordano la scena in cui Jennifer Beals, in body e scaldamuscoli neri, si prende il suo riscatto con la vita? Era il 1983, e quella pellicola, diventata ormai un cult planetario, era “Flashdance”, un film che ha fatto appassionare al ballo donne e uomini di tutte le età. Ma il capolavoro di Adrian Lyne non è stato certo l’unico film che ha avvicinato il grande pubblico al mondo della danza, sia classica che moderna.
Ecco quindi una selezione dei migliori film sul genere.

Siamo nel 1977, la colonna sonora è quella dei Bee Gees, impossibile dimenticare il leggendario completo bianco con gilet, pantaloni a zampa e camicia nera che hanno reso John Travolta un vero idolo e “La febbre del sabato sera” un cult movie. La storia vede protagonista Tony Manero (John Travolta), un italoamericano di 19 anni che lavora come commesso in un negozio di vernici, trovando riscatto solo il sabato sera sulla pista da ballo. Un film ancora oggi fortemente attuale nel trattare temi delicati come l’immigrazione, l’uso di droghe e il razzismo.

L’anno dopo, nel 1978, arriva nei cinema un’altra leggendaria pellicola di successo: “Grease”.  Iconico, colorato, unico, “Grease” ha segnato un’epoca e consacrato la stella dell’attore John Travolta nel mondo dei musical.
Il film è uscito nelle sale il 16 giugno 1978 e ha letteralmente spopolato con la storia d’amore tra Danny Zuko, il bad boy del liceo e Sandy Olsson (Olivia Newton John), una ragazza australiana trasferitasi con i genitori in California. Tra i due scoppia l’amore nelle romantiche “summer nights”, le caldi notti estive, ma poi, con il ricominciare dell’anno scolastico, qualcosa tra loro non funziona più. Sandy rivendica il ragazzo dolce e gentile conosciuto in estate, Danny invece viene risucchiato dagli amici e dal vortice delle vecchie abitudini di cattivo ragazzo. Anche la colonna sonora gioca un ruolo centrale, battendo ogni record e scalando le hit dell’estate. Il film è ambientato negli anni ’50 e, insieme alla musica trascinante e ai successi dance, racconta anche uno spaccato della nuova generazione dal punto di vista di identificazioni di gender, paure per il futuro, approccio con l’amore e i sentimenti.
Negli anni successivi si assiste al ritorno sulle piste da ballo di Tony Manero con il suo sogno di diventare un ballerino di Broadway. Per il giovane Tony anche in “Stayng Alive” (1983), sequel di “La Febbre del Sabato Sera”, il ballo rappresenta un riscatto di vita.
Il film, diretto e prodotto da Sylvester Stallone, purtroppo è lontano dagli incassi del primo, segnando un flop al botteghino. Ma il cinema degli anni ’80 gode di straordinarie pellicole di successo con protagonista sempre lui: il ballo.

Ad inizio decennio, esattamente nel 1980, Alan Parker ha siglato l’uscita nelle sale di “Fame”, film che racconta gli anni di vita di alcuni studenti della High School of Performing Arts di New York, un prestigioso istituto che forma attori, ballerini e musicisti. “Fame” si aggiudicò due Premi Oscar (entrambi a Michael Gore, autore della colonna sonora e della celebre canzone “Fame”) e segnò un’epoca, spingendo moltissimi ragazzi a fare richiesta di ammissione in scuole di questo tipo e diventando la prima fonte di ispirazione per i talent show. Se in “Fame” il ballo non è stato l’unico talento artistico apparso sullo schermo, in “Flashdance” (1983), invece, la danza è stata la padrona assoluta rubando la scena a tutto il resto. Nonostante per molti la pellicola appariva scontata e irreale, nelle scene di ballo aveva una forza che non lasciava indifferenti, tanto che con l’andare del tempo finì per convincere tutti. Grazie a canzoni come “What a Feeling” (Premio Oscar come miglior canzone) e “Maniac”, il film entrò rapidamente nel mito del suo genere.

Altra pietra miliare del cinema, che ha lanciato l’attore Kevin Bacon nell’olimpo di Hollywood, è “Footloose” (1984) considerato ancora oggi, uno dei movie che maggiormente ha influenzato le generazioni dell’epoca. Il film omaggia a modo suo il rock, l’essenza di un genere musicale che si ribella alle regole e si si scaglia contro il perbenismo, le convenzioni, che offende il pudore e cambia il modo di vedere le cose. “Footloose” gioca le sue carte proprio sulle reazioni bigotte e preoccupate che il rock e il ballo riuscivano ad innescare in un piccolo paese di provincia. Ren McCormack (Kevin Bacon), un ragazzo di Chicago che si trasferì in una cittadina in cui la musica era stata vietata in seguito a un drammatico incidente, riuscendo però a riportarvi la voglia di ballare. La musica rock e il ballo, si configurano come metafora di quell’energia e voglia di vivere col piede sull’acceleratore e sentire il vento sulla faccia dimenticando i divieti e sposando la spensieratezza.
Il film ebbe un successo clamoroso di nuovo grazie alle scene di ballo e alle musiche trascinanti; il brano “Footloose” di Kenny Loggins ottenne una nomination agli Oscar.

Il cinema di quegli anni mette a segno un successo dietro l’altro, riuscendo a catturare l’immaginazione e facendo battere i cuori di intere generazioni come nel caso di“Dirty dancing” (1987), il film di ballo per eccellenza. Un successo che si deve ancora una volta all’idea di giocare sull’aspetto più sensuale e proibito del ballo, ambientando la pellicola nei primi anni ’60 e regalando una  meravigliosa storia d’amore. Protagonisti il compianto Patrick Swayze, che proprio in seguito a questo film vide decollare le sue quotazioni di attore, e Jennifer Grey che però non si è mai riuscita a scrollare di dosso la parte. Nell’opera tutto ha inizio durante una vacanza estiva, quando la diciassettenne Baby conosce e comincia a frequentare l’affascinante Johnny, maestro di ballo dell’hotel, che la seduce lezione dopo lezione. I due si innamorano follemente e la scena finale del loro ballo ha fatto la storia del cinema. Ovviamente anche qui, parte del successo è dovuto alle musiche come l’amatissima canzone “(I’ve Had) The Time of My Life” (Premio Oscar e Golden Globe) ma anche ad alcune battute particolarmente riuscite, come la celebre “Nessuno può mettere Baby in un angolo”.

Avanzando fino al nuovo millennio assistiamo all’uscita nei cinema di “Billy Elliot” (2000), un film sul ballo di tutt’altra storia. Nessuna love story in corso e  nessuna coppia di ballerini di successo, ma un ragazzino di nome Billy (Jamie Bell) dai capelli pel di carota che sogna di fare il ballerino classico, contro tutto e tutti. Il primo a non credere in lui è suo padre, un minatore irlandese che non condivide la passione ed il sentimento di suo figlio per la danza. Un film che emoziona e pone al centro il messaggio di non smettere mai di credere in se stessi.
Per chi è stato adolescente nei primi anni 2000 di certo avrà sognato con i protagonisti di “Save the last dance” (2001). La trama segue le regole: c’è una ragazza insicura che non riesce più a danzare perché si sente in colpa per la morte della madre. Ma grazie al ballo, in questo caso moderno come l’hip-hop, e all’amore, si gode il suo riscatto. La storia nata tra i due giovani vince su ogni forma di discriminazione: contro il pregiudizio sul colore della pelle e la diversità dei loro ambienti di provenienza. Sarà stato proprio questo il segreto del successo del film?


Concludiamo ricordando una delle più recenti pellicole legate sempre alla tematica del ballo, “Il Cigno nero” (2010) con protagonista Natalie Portman (Premio Oscar come Miglior Attrice). Il film è una finestra sul mondo della danza classica mostrandone il suo lato più oscuro: ossessioni di perfezione, rivalità e desideri inconfessabili. Nina è una ballerina di talento che vive un rapporto morboso con la madre, la quale vuole avere il totale controllo sulla sua vita. A causa di squilibri mentali preesistenti, l’ansia di essere sempre perfetta e questa insana relazione con la madre, Nina sprofonda sempre più in una spirale di follia e allucinazioni, dalle quali farà sempre più fatica a separare la realtà. Nonostante ciò, la ragazza viene scelta per interpretare il ruolo di protagonista nello spettacolo “Il lago dei cigni”, dove deve essere sia il cigno bianco, raffinato, fragile ed etereo, che quello nero, misterioso, passionale e sensuale. Chissà quale dei due lati si rivelerà essere quello più rappresentativo di lei.
Perché in fin dei conti “il ballo è il linguaggio nascosto dell’anima” – Martha Graham.

Sara Brestolli

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