Ci sono film che nonostante il tempo passi restano per sempre vivi dentro di noi, impressi nella memoria. Pellicole che hanno segnato la nostra infanzia, la nostra adolescenza, che ci hanno cambiato la prospettiva di vita da adulti.
In questo 2020 saranno diversi i film che compiono 30 anni e che improvvisamente ci faranno sentire vecchi!

Anno 1990, l’anno delle “notti magiche” del nostro mondiale, che alla fine non è stato poi così tanto magico. E’ da poco crollato il muro di Berlino e, mentre la Germania si riunisce, l’URSS è in piena disgregazione. É un anno particolare anche per il cinema, che si appresta a iniziare l’ultimo decennio del secondo millennio puntando decisamente sulla strategia della diversificazione.
L’uomo del momento si chiama Kevin Costner: le ragazze impazziscono per lui, piace anche alle donne più mature e Kevin decide di tentare il grande salto dietro la macchina da presa. Il risultato si chiama “Balla coi lupi”, kolossal che farà agli Oscar incetta di statuette, ben 7 (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior colonna sonora drammatica). La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Michael Blake, è ambientata nel 1863 durante la Guerra di secessione degli Stati Uniti. L’attore-regista è il tenente John Dunbar ufficiale dell’Esercito Unionista inviato a Fort Sedgewick, un presidio della frontiera dell’Ovest, ai margini delle praterie del Nebraska. Qui entra in contatto con la tribù dei pellerossa e scopre che gli indiani non sono selvaggi e violenti come racconta la propaganda statunitense. Inoltre il tenente si rende conto che i veri predatori e sopraffattori sono i bianchi. Dopo essere stato ribattezzato “Balla con i lupi” dai pellerossa (in ricordo di una danza solitaria compiuta dal tenente attorno al fuoco in compagnia di due lupi), Dunbar abbandona l’esercito, e sposa “Alzata con un pugno” della tribù Sioux Lakota. Presto però si scontrerà con l’esercito nordista, pronto a condannarlo a morte per tradimento. “Balla coi lupi” è un film coraggioso, innovativo e sorprendente.
Si tratta della prima pellicola che mette in discussione la retorica della “frontiera” e racconta la storia dal punto di vista dei pellerossa, popolazione sterminata dalle truppe statunitensi. Il film, uscito il 19 ottobre del 1990, fu campione d’incassi al botteghino: costato 22 milioni di dollari, ne incassò 424.

Il 1990 è però anche l’anno della favola. Inizialmente si sarebbe dovuto chiamare “3000”, come i dollari che avrebbe dato lui a lei per passare la settimana insieme. E invece  fu chiamato “Pretty Woman, una delle commedie più romantiche e amate di sempre, che ha conquistato cuori di generazioni e generazioni.
Julia Roberts nelle vesti di una Cenerentola anni ’90 ha alimentato speranze e illusioni nel pubblico femminile, complice di certo l’irresistibile fascino di Richard Gere, nel ruolo di un principe azzurro a bordo di un lussuosissimo cavallo bianco a quattro ruote. “Pretty Woman” è senza dubbio una meravigliosa favola in chiave moderna. E’ la storia di Vivian, una giovane prostituta in cerca del suo principe azzurro sulla Sunset Boulevard. Una sera incontra il miliardario Edward a bordo della sua Lotus che, perso per le strade di Los Angeles, si ferma per chiederle informazioni. Edward colpito dalla bellezza e dalla personalità di Vivian, la ingaggia per tutta la settimana.
Lui sembra troppo occupato con il suo lavoro per pensare ai sentimenti, ma gradualmente lei si fa spazio nel suo cuore dando vita ad un amore unico. Così ecco la favola! Una prostituta solare e di gran cuore si trasforma in un’elegante signora, depistando pregiudizi ed apparenze. Battute indimenticabili, scene memorabili e romantiche canzoni regalano la magia all’interno di un mondo nudo e crudo.

Ma “Pretty Woman” non sarà l’unico film del 1990 a far sognare il pubblico dei più romantici. Il 16 novembre dello stesso anno, infatti, arrivò nelle sale “Ghost” con il compianto Patrick Swayze e una giovanissima Demi Moore.
Sam Wheat (Patrick Swayze) viene ucciso da un killer assoldato dal suo migliore amico. Una volta morto, diventa un fantasma e, grazie al prezioso aiuto di una divertente medium, interpretata da una straordinaria Whoopi Goldberg, si prenderà cura e cercherà di proteggere la sua giovane fidanzata (Demi Moore). Una love story dove la realtà incontra il fantasy dell’ultraterreno. “Ghost” infatti è un’altra imperdibile favola moderna, in cui l’amore supera ogni barriera anche quella tra la vita e la morte. Un film non solo romantico ma anche ironico e divertente, grazie al personaggio di Whoopi Goldberg (premiata con l’Oscar) e con una colonna sonora che regala quel tocco in più di magia!

A raggiungere l’olimpo dei belli del 1990 c’è anche il 27enne Johnny Depp, protagonista di due perle cinematografiche: “Cry Baby”, dissacrante musical di John Waters ed “Edward mani di forbice”, una tra le migliori opere di Tim Burton di sempre.
Un film drammatico e sentimentale al centro la storia di Edward (Johnny Depp), un uomo con due forbici al posto delle mani e di Peggy Boggs (Dianne Wiest), la donna che si prende cura di lui portandolo in famiglia. Le cose vanno per il meglio, fino a quando Edward non si innamora di Kim (Winona Ryder), la figlia di Peggy. Per la giovane coppia non sarà facile vivere il loro amore, fino al triste giorno di non vedersi più.

Il 1990 è anche “Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese, che ridefinisce i canoni del gangster movie. Una pellicola immortale, che fotografa la criminalità ai suoi livelli più bassi, quella dei pesci piccoli che lottano con tutte le loro forze per diventare qualcuno. Peter Weir firma invece la riuscita commedia “Green Card” con  Gerard Depardieu, mentre il regista David Lynch rilancia con il film “Cuore selvaggio”, che vede come protagonista un giovane Nicolas Cage.

Un parente del citato Cage, uno zio chiamato Francis Ford Coppola, nel ’90 chiuderà con un tocco di classe quella che forse è la miglior trilogia della storia del cinema, rilasciando “Il Padrino – Parte III”, anche se lontano dai livelli dei primi due capitoli. Un’altra parte III che chiuderà un ulteriore ciclo è quella con cui Robert Zemeckis pone il sigillo sulla serie di “Ritorno al futuro”.

Ma il 1990 è anche l’anno di Kevin McAllister, il protagonista di una delle più celebri commedie di Natale: “Mamma, ho perso l’aereo”.
Il film uscì negli Stati Uniti il 16 novembre 1990, stesso giorno di “Ghost”, mentre in Italia arrivò il 18 gennaio 1991.
Da quel momento il mondo intero si innamora  del piccolo Kevin e delle sue imprese. Il protagonista, interpretato da Macaulay Culkin, è un bambino di 8 anni che viene per sbaglio lasciato da solo in casa, quando la sua famiglia si sposta da Chicago a Parigi per le vacanze di Natale. Dopo l’iniziale entusiasmo per la nuova vita, il piccolo finisce per cadere in balia della solitudine, della malinconia e anche della paura, soprattutto quando una coppia di ladri, cercherà di introdursi nella sua casa per svaligiarla. Kevin saprà reagire con coraggio, escogitando i piani più incredibili per tenere lontani dalla propria abitazione i due malintenzionati. Il successo dell’opera fu così grande che rimase nelle sale ben oltre la fine del periodo natalizio. In un solo mese e mezzo ottenne il maggiore incasso di tutto il 1990, davanti ai già citati  “Ghost”, “Balla coi lupi” e “Pretty Woman”.

A quanto pare il detto gli ultimi saranno i primi fa proprio al caso di “Mamma ho perso l’aereo”!

Sara Brestolli

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