Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno” Nando Moriconi esclama soddisfatto mentre distrugge quei “maccaroni” che l’hanno provocato. E’ una delle scene più famose del cinema italiano, un manifesto del piacere a tavola ed immagine emblematica del cibo rappresentato nella settima arte. Il protagonista di “Un americano a Roma” (1954) è interpretato dal grande Alberto Sordi che vive un vero e proprio duello con quel piatto di “maccaroni”, ma di fronte alla bellezza degli spaghetti cede ed abbandona definitivamente il tentativo di imitare il life-style americano, perché prevale il lui la voglia di tornare ad abbracciare le tradizioni italiane.
Il cinema spesso si è fatto prendere per la gola! Indimenticabili le scene in cui il mondo della cucina ed in particolare del cibo sono protagonisti. Pizza, spaghetti, cioccolato, dolci sono stati molte volte al centro di scene memorabili sul grande schermo. Il cibo diventa quindi attore e gioca la sua parte in molti film italiani e stranieri, assumendo di volta in volta significati diversi, trasformandosi in uno strumento per veicolare importanti messaggi attraverso il mezzo cinematografico.

Se siete pronti a viaggiare con il gusto, ecco alcuni film a dura prova di dieta e che vi faranno venire l’acquolina in bocca!

Nel film “Julie & Julia” (2009) troviamo una luminosa Meryl Streep nei panni della cuoca e scrittrice americana Julia Child, che con le sue 524 ricette, ha insegnato alle casalinghe made in USA come si sta ai fornelli. La Child deve tutto il suo talento in cucina grazie ad lungo soggiorno a Parigi, dove ha maturato il suo notevole bagaglio culinario che poi ha riversato in libri e programmi tv. Julia Child è l’autrice di “Mastering the art of French Cooking” che Julie (Amy Adams), segretaria e blogger newyorchese di 30 anni, prende in considerazione per mettersi alla prova con il fine di cucinare, in un solo anno, tutte le 524 ricette del libro.
Per la Streep il 2009 è un anno in cui il cinema la vuole protagonista ai fornelli, per esempio in “E’ complicato”, al fianco di Alec Baldwin, è Jane proprietaria di una bakery di successo. In questa deliziosa commedia americana l’ambiente principale è proprio la cucina, dove si svolgono gli accadimenti più importanti, come la prima cenetta con Adam. Jane è emozionata per la serata e decide di preparare un piatto francese semplice ma che lascerà l’uomo senza parole, riconquistandolo. Quando si dice prendere l’uomo per la gola!

La cucina come protagonista assoluta anche nel caso di “Sapori e dissapori”, un’altra commedia romantica del 2007. E’ la storia di Kate (Catherine Zeta Jones) la seriosa proprietaria di un ristorante di discreto successo e Nick (Aaron Eckhart) un simpaticone aiuto-cuoco. I sentimenti tra i due si mischiano a pungenti battute, piccoli drammi e un’infinità di piatti deliziosi.

Il duo amore e cucina è vincente ma questa volta con un po’ di curry! “Amore cucina e curry” è un film del 2014 tratto dall’omonimo romanzo di Richard C. Morais. Inizia come un film sullo scontro di civiltà, a partire da un ristorante indiano che apre di fronte a uno molto più tradizionale (gestito da Helen Mirren). Poi, lentamente, diventa un film sul rapporto tra tradizione ed innovazione, sull’esigenza di cambiare e il coraggio di fare scelte che vanno contro tutto ciò che ci è stato insegnato. Ricordare, preservare ed innovare, proprio come i punti chiave della cucina moderna! Il film di Lasse Hallström è una ventata di serenità, che invita gli spettatori nel mettersi alla prova continuando a lottare per i propri sogni.

Non è la prima volta per il regista francese quella di sedurre il pubblico con il cibo. Nel 1999 ha diretto un altro grande film ma qui si avvale della forza di un ingrediente davvero unico e romantico come il cioccolato.
“Le cose proibite hanno sempre il gusto migliore…” e così in “Chocolat”, nella tranquilla e un pò troppo bigotta cittadina francese di Lansquenet, set delle vicende dei due protagonisti Juliette Binoche e Johnny Depp, il cioccolato si fa peccaminoso. Sappiamo benissimo che un pezzo di cioccolato non è solo un imperdonabile peccato (di gola), ma può curare l’anima, coccolare, risvegliare i sensi, basta così un pò di magia e di amore per trasformarlo in un simbolo di libertà, libertà di espressione delle pulsioni più vere ed istintive rivendicate attraverso l’immediato piacere dei sensi  provocato dal dolce avvolgente.

C’è chi scopre il cioccolato e chi la pizza, come Julia Roberts in “Mangia prega ed ama”, film del 2010 in cui la giovane e curiosa Elizabeth Gilbert, dopo un divorzio e una tormentata storia d’amore, decide di lasciare New York per intraprendere un viaggio alla ricerca di se stessa. Soggiorna in Italia, India ed Indonesia. Nel suo viaggio nel Belpaese scopre la vera pizza. Cult la scena girata nell’antica pizzeria “Da Michele” a Napoli, dove la bella Julia siede al tavolino per assaggiare una gustosa Margherita. A quanto pare questa specialità tricolore ricorre spesso nella carriera dell’attrice che ha esordito con il film “Mystic Pizza”.

Ma il cibo al cinema è protagonista anche nei film di animazione.

Nel 2007 esce “Ratatouille”, targato Disney Pixar, un omaggio al mondo della cucina e al valore profondo che il cibo ha nella nostra vita. Protagonista è Remy, un piccolo topo delle periferie francesi, che sfrutta le sue straordinarie doti olfattive per coronare il suo più grande sogno: cucinare al “Gusteau”, rinomato ristorante di Parigi.
Tra le più belle scene spicca il momento in cui il severo critico gastronomico Anton Ego assaggia la ratatouille preparata dal tenero chef-topo Remy e si ritrova improvvisamente proiettato indietro nel tempo, alla sua infanzia. Ricorda il contorno di verdure preparato dalla madre e al pensiero di quegli antichi sapori si scioglie nel piacere dell’assaggio.

Ma se per la Disney, “RatatouiIle” è un inno alla cucina, di certo la scena più romantica con il cibo spetta a “Lilli e il Vagabondo”. Sulle note di “Dolce sognar”, i due cagnolini mangiano spaghetti con le polpette risucchiando la pasta fino a quando scocca il bacio per via di uno spaghetto galeotto. Un tributo all’Italia e alla buona cucina italiana, con tanto di cliché della tovaglia a quadri rossa e bianca.

Il cibo nel corso degli anni ha goduto di molte rappresentazioni e storie sul grande schermo, da film prettamente per i più piccoli fino raggiungere pellicole per soli adulti. Il cibo viene celebrato spesso anche con l’eros e, tra i tanti film che hanno visto questo binomio, l’immaginario collettivo vola verso “9 settimane e mezzo”, pellicola del 1986 diretta da Adrian Lyne. “Ora chiudi gli occhi e ti metti giù seduta per terra. Andiamo, brava. Chiudi gli occhi. Non barare”. Inizia così una delle scene più hot degli anni ’80, con “I like bread and butter” come canzone di sottofondo. Mickey Rourke è a torso nudo e tira fuori dal frigo quello che capita; Kim Basinger in accappatoio bianco sul pavimento della cucina assaggia senza guardare. Il gioco di seduzione tra i due attori coinvolge ogni tipo di alimento presente nel frigo: uova, fragole, peperoncino, latte. Fino al miele che, con delicatezza cola sul corpo perfetto della Basinger. L’erotismo è portato alle stelle e ogni singolo elemento tiene splendidamente la scena, facendo alzare la temperatura e confezionando agli spettatori piacevoli fantasie erotiche. Un input buono a portata di ogni frigorifero, per giocare alla trasgressione ma che avrà lasciato, qualche inesperto emulatore, deluso per il risultato ottenuto.

Sara Brestolli

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