L’11 ottobre 2019, su Netflix è uscito “El Camino”, un film sequel scritto e diretto da Vince Gilligan che prosegue la storia della serie televisiva “Breaking Bad”, una delle serie tv più seguite e amate di sempre.

“Breaking Bad”, in onda dal 2008 al 2013 è un vero e proprio cult con un duraturo successo sia di pubblico che di critica. La serie racconta la storia di Walter White, interpretato dall’attore Bryan Cranston, un cinquantenne professore di chimica con un figlio disabile e la moglie incinta. White scopre di avere un cancro incurabile. Quando non riesce a pagare le spese mediche del figlio e della propria malattia decide di dedicarsi alla cucina di metanfetamine scoprendo di essere incredibilmente bravo. Per farsi aiutare nei suoi propositi criminali, White sceglie un suo ex studente, il giovane Jesse Pinkman interpretato da Aaron Paul, un dilettante produttore e spacciatore di metanfetamine che è il protagonista di “El Camino”.

Il cancro come opportunità per cambiar vita, infrange i propri limiti, svela la natura di Walter White e lo porta alla fine ad un’incredibile evoluzione del personaggio, da intimorito professore di chimica del liceo, a potentissimo boss della droga di Albuquerque. White sceglie il nome Heisenberg per il suo alter ego, probabilmente ispirato dal nome di Werner Karl Heisenberg, uno dei maggiori chimici del 20esimo secolo.

Con Heisenberg, White si trasforma in uno spietato boss del narcotraffico, diventa per Jesse quasi un padre e si fanno insieme strada nel mondo del crimine. Nello straordinario finale di “Breaking Bad”, abbiamo visto Jesse in fuga dalla schiavitù nella quale era stato ridotto dai nazisti del New Mexico, liberato dal tardivo intervento redentore di Heisenberg che è sdraiato a terra ferito e morente… Ma sarà morto davvero?

“El camino” risponde di ! Il regista Vince Gilligan, ha deciso, a distanza di 6 anni, di dare una risoluzione alla storia di Jesse e concludere il segreto del destino di Walter White. “El camino” racconta infatti solo le vicende legate a Jesse Pinkman che riesce a scappare ai suprematisti bianchi che lo avevano catturato per sfruttare la sua capacità di preparare metanfetamina. Jesse ruba l’auto di Todd, una Chevrolet El Camino del 1978 e si dirige verso i  suoi due vecchi amici, Badger e Skinny Pete.

Pinkman è libero fisicamente ma non ancora mentalmente, porta dentro di sé tutto il dolore degli anni passati. Comincia a cercare i soldi di Todd ma si imbatte in due finti agenti di polizia con i quali stringe un patto. Jesse alla fine uccide tutte due per riprendere i 1800 dollari che gli mancavano per pagare l’uomo che può dargli una nuova vita. Jesse ottiene quello che vuole, ciò che in precedenza solo Heisenberg riusciva a fare.

Walter White e Jesse Pinkman erano l’incarnazione di due modi opposti d’intendere il crimine come stile di vita. Walt aveva volontariamente scelto la sua strada, voleva costruire un impero. Ma Jesse non è un mostro, è ancora quel ragazzino ingenuo e poco sveglio che ha attraversato l’inferno ma è sopravvissuto.

Il protagonista di “El camino” non può più comprendere la bramosia di potere di White né può più identificarsi giustamente nell’universo impietoso di “Breaking Bad”. Vince Gilligan, pur rimanendo fedele alla struttura principale e all’universo narrativo di “Breaking Bad” non riesce però a ricreare una figura matura e sicura che gli spettatori aspettano. La mancanza di un vero eroe, o antieroe, da ammirare per la sua abilità, la mancanza di un Heisenberg che, nonostante tutti i suoi difetti e la sua presunzione, catalizzava l’attenzione del pubblico, è un vero peccato.

Hadi Farahmand

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