Con Joker non si scherza.

Non si ride.

Il nuovo film di Todd Phillips (“Una notte da leoni”, “A Star is Born”, “Starsky & Hutch”, “Borat”) è magnificamente terribile.

Dopo il grande successo di critica al Festival del Cinema di Venezia, dove ha trionfato vincendo il Leone d’Oro, “Joker” arriva finalmente al cinema oggi, giovedì 3 ottobre 2019 distribuito da Warner Bros..

L’ultimo giorno di settembre, in serata, abbiamo partecipato alla premiere milanese di “Joker” tenutasi presso il cinema Anteo. Il film che è stato proiettato era in lingua originale con i sottotitoli in italiano, dunque non posso fare commenti sui doppiatori (Adriano Giannini ad esempio, il quale doppiò anche Heath Ledger ne “Il Cavaliere Oscuro”), non avendo potuto godere del loro lavoro. Tuttavia, ho potuto assaporare l’uso della voce, della parola e del respiro di Joaquin Phoenix (“The Master”, “Quando l’amore brucia l’anima”, “Il Gladiatore”), che ha interpretato Joker in un modo davvero incredibile.

Il Joker di Phoenix è umano, è vero, è plausibile.

La storia narrata è cruda, difficile, verosimile.

Il regista Todd Phillips disincanta lo spettatore raccontando lucidamente, quasi fosse un documentario, come se si trattasse di una vicenda di cronaca, la genesi di un personaggio inventato, di un “cattivone” di Batman, un “villain” DC, l’antagonista di un supereroe.

Joker, nome d’arte di Arthur Fleck utilizzato inizialmente per le stand-up comedy alle quali partecipa con risultati disastrosi, non è un uomo particolarmente intelligente, Arthur è malato di mente poverino, e non ha nessun tipo di talento o predisposizione che lo porti a imporsi sulle altre persone. Eppure, Joker diventa un leader ed è capace di fare ciò perché è lui stesso il simbolo del dolore, della rabbia, del rancore dei cittadini che vivono ai margini di una società competitiva, che li ha lasciati fuori dai giochi.

Il tema è estremamente attuale, l’opera solleva delle domande e dei dubbi non da poco: “Ma può succedere? Chissà se qualcuno potrebbe essere d’accordo…“.
Alcuni timori si risvegliano in chi vive nelle grandi città di questo mondo globalizzato: “Potrebbe accadere anche a me?

Il film è ansioso, scuro, terribilmente triste e pesante, tagliente, straziante.
Joker esiste, ha senso, è un antagonista che lo spettatore accoglie, comprende, ma il capolavoro di Phillips sta nel non renderlo un eroe negativo da esaltare, come spesso accade sul grande schermo.
Joker si perde, si smarrisce completamente nel peccato, ma giustamente si perde e si macchia e lo spettatore rimane sì disgustato da quello che riesce a fare, ma non riesce mai a provare vero astio nei confronti del personaggio.
Lo spettatore è portato a ripudiare il Joker accusando altresì gli stessi carnefici che lui violenta e distrugge. Le vittime perseguitate che soffrono sono la causa madre che ha generato lo stesso Joker e noi siamo più simili a loro che al protagonista.
Questo è il vero capolavoro del regista.
La morale è semplice, la storia è vera.

Il Joker è il degno figlio (senza padre e senza madre) di una società cieca e insensibile, che si nasconde nell’ipocrisia della felicità convenzionale e luccicante che troviamo appiccicata su un muro della città, proiettata da milioni di schermi in tutto il mondo, proiettata fin dentro le nostre teste, a raggiungere la nostra propria convinzione di libertà e autonomia.

Il regista Todd Phillips ammette:
Adoro la complessità del Joker, e ho pensato che sarebbe valsa la pena esplorare le sue origini nel cinema, dal momento che nessuno lo ha fatto e canonicamente non ha un inizio formale. Questo è ciò che mi ha interessato: non una storia del Joker, ma la storia del diventare Joker.“.

L’umorismo è soggettivo, la morale pure.
Il Joker è un eroe dannato che fa del male distruggendo ciò che ha reso possibile la sua stessa esistenza. E’ destinato a essere infelice.

Non sono mai stato felice un minuto in vita mia.

dice alla madre prima di ucciderla nel letto di ospedale.

Che cosa resta di questa opera?
Un film di culto che rimarrà negli anni a venire, ricordato come il miglior film di un universo a fumetti occidentale.

Joker è l’antieroe meglio riuscito scaturito da romanzi scritti, fumetti realizzati e film pensati, diretti e interpretati, da decenni a questa parte.

Federico Guarducci

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