Appuntamento al 25, 26 e 27 marzo prossimi per un evento speciale dedicato a Gauguin: sarà infatti nelle sale in anteprima esclusiva “Gauguin A Tahiti. Il Paradiso Perduto”, il nuovo docu-film con la partecipazione straordinaria di Adriano Giannini, diretto da Claudio Poli, su soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta, che firma anche la sceneggiatura.
Il film evento che vanta una colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino ripercorre infatti le tracce di una biografia che appartiene ormai al mito e di una pittura raffinatamente primordiale, quella di Paul Gauguin. L’opera attraversa i grandi musei americani, dove sono custoditi i suoi più grandi capolavori e ci guiderà in un percorso tra i luoghi che il pittore francese scelse come sua patria d’elezione.

È il 1 aprile del 1891 quando, a bordo della nave Océanien, Paul Gauguin lascia Marsiglia diretto a Tahiti, in Polinesia. Ha 43 anni e quella giornata segna l’inizio di un viaggio che porterà l’artista agli antipodi della civiltà, alla ricerca dell’alba del tempo e dell’uomo. Ai Tropici, Gauguin (1848-1903) resterà quasi senza intervalli fino alla morte: 12 anni di disperata e febbrile ricerca di autenticità, di immersioni sempre più profonde nella natura lussureggiante, di sensazioni, visioni e colori ogni volta più puri e accesi; l’approdo definitivo in un Eden talvolta crudele, che farà di lui uno dei pittori più grandi di sempre tra quelli che si ispirarono alle Muse d’Oltremare.

“Gauguin A Tahiti. Il Paradiso Perduto” trasforma in immagini quel libro d’avventura che fu la vita di Gauguin, ma è anche la cronaca di un fallimento. Perché Gauguin non poté mai sfuggire alle proprie origini, alle ambizioni e ai privilegi dell’uomo moderno. Fu sempre il cittadino di una potenza coloniale: dipinse tra le palme, ma con la mente rivolta al pubblico dell’Occidente. Un paradosso che si riflette nel destino della sua opera, visto che i suoi quadri oggi sono conservati in grandi musei internazionali, dove ogni anno milioni di persone si fermano di fronte alle tele di Tahiti, sognando il loro istante di paradiso, un angolo di silenzio in mezzo alla folla.
Il racconto sarà accompagnato anche dalle parole dello stesso Gauguin, con brani tratti da testi autobiografici (come “Noa Noa” o “Avant et après”), dalle lettere a familiari e amici e alla moglie Mette, alla quale Paul scriverà: “Verrà un giorno, e presto, in cui mi rifugerò nella foresta in un’isola dell’Oceano a vivere d’arte, seguendo in pace la mia ispirazione. Circondato da una nuova famiglia, lontano da questa lotta europea per il denaro. A Tahiti, nel silenzio delle notti tropicali, potrò ascoltare il ritmo dolce e suadente del mio cuore in armonia con le presenze misteriose che mi circondano. Libero, senza problemi di denaro, potrò amare, cantare, morire.”.

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