L’ultimo lavoro della regista palestinese Annemarie Jacir è “Wajib – Un invito al matrimonio“. È prevista l’uscita nelle sale cinematografiche per giovedì 19 aprile. A chi non sa resistere alla curiosità e freme dalla voglia di vederlo, diciamo che sarà proiettato in anteprima assoluta in Italia a Firenze, in occasione del Middle East Now Festival, martedì 10 aprile. Al fine di stuzzicare l’interesse di chi non abbia ancora avuto modo di conoscere “When I saw you” ─ l’altro capolavoro della Jacir che le ha procurato un importante riconoscimento internazionale per quel che concerne al critica cinematografica, il prestigioso NETPAC ─ a seguire troverete la sinossi del film in uscita, ma anche foto e poster.
Si capisce anche perchè “Wajib – Un invito al matrimonio” abbia già vinto il Festival Internazionale del Cinema di Dubai per essere stato il Miglior film e per Miglior attore in ex aequo grazie alla bravura degli splendidi Mohammed e Saleh Bakri. È raro che una coppia di padre e figlio riescano così bene nella stessa professione come i Bakri. In ogni caso, per apprendere il focus della Jacir sul banale tema del conflitto generazionale, della questione dell’esercizio dell’autorità nella cellula familiare e nel microtessuto del vicinato, che acquista una gravità insostenibile nel difficile sfondo di una Palestina devastata da integralismi religiosi e politici, non resta che aspettare il 19 aprile.

La sinossi:

Abu Shadi ha 65 anni e vive a Nazareth, in Palestina. Di professione insegnante, molto stimato, Abu Shadi ha cresciuto da solo i due figli dopo l’abbandono della moglie e la sua fuga in America con un altro uomo, e ora si appresta a vivere quello che è forse il giorno più bello della sua vita: il matrimonio della figlia Amal. Per l’occasione e per aiutarlo nei preparativi, è tornato nella città natale anche Shadi, l’altro figlio che ormai da tempo vive in Italia, dove lavora come architetto. Pur essendo ormai avvezzo agli usi occidentali e molto critico verso quanto accade nella regione, Shadi non si è sottratto al rispetto della locale consuetudine palestinese che prevede il “Wajib”, il “dovere” da parte dei familiari, di consegnare personalmente le partecipazioni di nozze, come forma di rispetto verso gli invitati. Di casa in casa, con visite a familiari, amici o anche semplicemente vicini, Shadi e Abu Shadi si apprestano a trascorrere insieme un’intensa giornata on the road dedicata a incontri e consegne così come vuole la tradizione. Le porte di cristiani, mulsulmani e anche atei si aprono al loro arrivo. Ma se al cospetto degli invitati padre e figlio riescono a calarsi nel ruolo che tutti da loro si aspettano, nei momenti in cui sono soli, la diversa visione della vita e dei valori che ormai ampiamente li separa affiora man mano in superficie costringendoli a un inevitabile confronto.

Poster:

Foto:

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