Finalmente è arrivato anche nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 7 febbraio “The party“, il nuovo film firmato Sally Potter, che ha già riscosso un gran successo ai Festival di Berlino e Roma.
Esiste una cornice molto limitata in cui il cast è recluso nel fare i conti con i propri segreti, con le proprie malefatte. Le complesse dinamiche della contemporaneità sono compresse in un salotto borghese di Londra, in cui i figuranti sono riuniti per festeggiare il nuovo titolo di Janet (interpretata da Kirsten Scott Thomas), appena diventata Ministro della salute del Governo Ombra. Già da questo primo abbozzo, si può capire che i restanti personaggi rappresenteranno altre tipologie sociali dell’alta borghesia, per cui avremo l’intellettuale Bill (Timothy Spall), un marito contraddittoriamente scisso tra la soddisfazione per la splendida carriera della moglie e l’amarezza per aver rinunciato alla sua; April (Patricia Clarkson), l’amica saggia e cinica in rotta di collisione con un marito esoterico e poco coi piedi per terra (Bruno Ganz), con la quale Janet deve assolutamente condividere la buona notizia. Non potevano mancare in scena le compagne omosessuali, femministe e rigorosamente vegan (Cherry Jones e Emily Mortimer).
Tutto sembra filare noiosamente per il verso giusto.
Ma in questo accurato mosaico della borghesia londinese manca ancora un tipo sociale: il banchiere. Ed è con l’entrata in scena di Cillien Murphy nei panni di un Tom che interviene lasciando la sua partner a casa, che il party celebrativo, o il celebrato partito (l’ambivalenza del significante inglese non è presente in italiano) viene tragicomicamente sovvertito: come spesso accade anche in altri film, Cillien è lo psicopatico che fa traboccare il vaso; stavolta si presenterà al cocktail di Janet armato.
Se a far da sfondo ci sono le vicende personali di Janet, che sono anche inevitabilmente politiche, quella di Sally è anche una sottile satira nei confronti tanto dell’élite londinese quanto della Brexit, non censurando la sua delusione per il risultato del referendum. Scopriremo come e perché la secessione dell’Inghilterra dall’Unione Europea sia stata una miccia d’ispirazione per la Potter solo andando a vedere “The Party”. Non siete curiosi?

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