Cambiano gli scenari e cambiano i protagonisti ma, a 17 anni di distanza dal primo Ocean’s Eleven, l’idea di un furto memorabile che possa cambiare le vite dei suoi autori rimane sempre un ottimo spunto cinematografico. Collocandosi dunque nel già battuto solco degli heast movie (o caper movie, i film del “colpo grosso”), ecco arrivare nelle sale lo spin off di quella che è stata una delle saghe più amate degli anni 2000, oggi rivisitata e rigenerata da un cast tutto al femminile.

Già campione d’incassi negli Stati Uniti e ai primi posti nei cinema italiani, nonostante il periodo estivo notoriamente invogli a restare all’aria aperta, il film diretto da Gary Ross fonda le sue fortune su un parterre di attrici di tutto rispetto, che non fanno rimpiangere il cast storico della serie ma anzi ne ravvivano l’essenza portando una ventata di freschezza sul grande schermo.

A guidare la banda criminale è stavolta Sandra Bullock, nel ruolo di Debbie Ocean, sorella di Danny e dunque anello di congiunzione tra Ocean’s 8 e i precedenti episodi, affiancata da Cate Blanchett, che nelle vesti del suo braccio destro va a richiamare la figura che in passato fu di Brad Pitt. Attorno a loro, altri grandi nomi come Rihanna, Helena Bonham Carter e la sempre splendida Anne Hathaway, nei panni di Daphne Kluger, acclamata star del cinema alla quale Debbie e socie cercheranno di strappare la collana Toussaint di Cartier, del valore di circa 150 milioni di dollari.

Se nel corso della precedente trilogia Clooney, Pitt e soci avevano puntato tutto su ingegnosi piani di furti nei casinò, oggi dalle sale statunitensi ed europee più esclusive si passa dunque a uno scenario del tutto diverso, quello del MET Gala di New York, evento fashion per eccellenza in cui l’eterogenea banda composta da Lady Ocean e da una biker, una hacker, una stilista di moda, un’esperta di diamanti e una ricettatrice, si impegna per portare a compimento un piano quasi perfetto.

Sebbene la trama in sé possa sembrare poco originale – d’altronde di “colpi grossi” al cinema ne abbiamo già visti parecchi – la storia si dipana in maniera piacevole e scorrevole, unendo al meglio suspense e divertimento. Gran parte del merito va proprio alle protagoniste del film, con un’accoppiata Bullock-Blanchett abile a tenere in mano le redini della scena spalleggiandosi e completandosi come un affiatato duo storico e una Anne Hathaway perfettamente calata nella parte della diva tutta lusso e apparenza, capace di gestire al meglio il personaggio con la dovuta ironia.

Pur dovendo considerare che Ocean’s 8 rappresenta un capitolo a parte, è inevitabile non leggere il film in parallelo con la trilogia di Soderbergh e notarne le evidenti differenze, tanto nella sceneggiatura quanto nello stile. L’opera appena uscita si muove infatti in un’atmosfera pienamente rappresentativa dello scenario ricco e patinato che fa da sfondo alla rapina, portando con sé elementi che gli appassionati del genere potrebbero ritenere addirittura seccanti.

Per essere pienamente apprezzato, Ocean’s 8 va dunque letto in una chiave di autonomia rispetto al passato e apprezzato per la freschezza e la capacità di attrarre l’attenzione dello spettatore senza mai appesantire la visione: un heast movie “leggero” ma mai banale, da godere appieno per la sua trama vivace e il perfetto amalgamarsi dell’ottimo cast in scena.

Photo by: MTV International, Creative Commons 3.0

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