Il protagonista del film “Il principe libero” sarà proprio lui, il poeta indiscusso del cantautorato italiano, Fabrizio De Andrè. Nessuno si sognerebbe mai di contestargli questo podio. Ragion per cui non deve essere stata un’impresa semplice la messa in scena cinematografica della sua vita, della sua opera, di entrambe. La pellicola, prodotta da Rai e Bibifilm, occuperà le sale cinematografiche italiane il 23 e il 24 gennaio e andrà in onda poi sulla TV nazionale entro febbraio, proprio a ridosso di due dati salienti: quella della sua nascita e quella della sua morte.
Il titolo scelto è impegnativo, rievoca la copertina dell’album “Nuvole”, in cui Faber cita le parole del pirata Samuel Bellamy “Io sono un principe libero ed ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare”. De André pervade tanto intensamente l’immaginario collettivo, per cui non importa che siano trascorsi 19 anni dalla sua dipartita: chi lo ho potuto ascoltare quando era ancora in vita e lo ha amato, lo ha lasciato in eredità alla nuova generazione; chi lo ha ascoltato e magari non lo ha apprezzato fino in fondo non ha saputo negarne fino in fondo il valore artistico; questo perché ha saputo comporre testi mai anacronistici, che toccano il cuore di ogni sconfitto ed emarginato.
L’arduo compito di rappresentare un uomo che è diventato simbolo spetta al genio di Luca Marinelli, il padre sarà interpretato da Ennio Fantastichini, Davide Iacopini sarà il fratello Mauro, Matteo Martari impersonerà Matteo Martari. La zona rosa del cast, invece, è composta da Valentina Bellè e Elena Radonicich. La sceneggiatura è stata scritta a tre mani da Francesca Serafini, Giordani Meacci e da Luca Facchini, che ne cura anche la regia. I fan non stanno più nella pelle e l’aspettativa è alle stelle.

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