Anche nelle sale cinematografiche italiane, a partire dal prossimo 22 febbraio, arriverà il nuovo film diretto dal regista Paul Thomas Anderson, intitolato “Il filo nascosto” che, già prima della sua uscita, sta facendo parlare tantissimo, se non altro perché è candidato a ben 6 Premi Oscar.
La scenografia è la Londra del secondo dopoguerra, luogo di nascita della prestigiosa House of Woodcock, ad opera di Raynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) e sua sorella Cyril (Lesley Manville). Ciò che viene proiettato sullo schermo è l’eterna contraddizione della classe altoborghese, sempre incapace di stare ai limiti della morale benpensante. Raynolds, infatti, sembra non essere tagliato per l’amore e persevera nel frequentare molteplici donne, trovando in ciascuna la giusta dose di ispirazione per le sue creazioni stilistiche. Lo schema sarebbe stato destinato a ripetersi ab eternum, finché non incrocia sul suo cammino Alma (Vicky Krieps). Solo una donna affascinante e determinata come lei sarebbe riuscita ad ingabbiare uno spirito ribelle e indipendente come Reynolds. Lungi dall’essere solo un punto di vista su una vicenda assai verosimile, sembra che “Il filo nascosto” nasconda non solo citazioni cinematografiche, ma anche spunti biografici.
Dietro il Raynolds Woodcock c’è la storia vera di Cristòbal Balenciaga, talentuoso stilista spagnolo che riscosse grandissimo successo proprio alla metà del ‘900, tempo della narrazione del film di Anderson. Citazioni d’autore da menzionare sono “Rebecca, la prima moglie” di Daphne Du Maurier e il film che Alfred Hitchcock ne tirò fuori nel 1940. Tuttavia il marchio del regista è evidente nel suo filo conduttore: il potere. Se in “Il petroliere“, capolavoro del 2007 che fece meritare a Daniel Day-Lewis il secondo Oscar, la potenza dell’individuo accresce con il potere d’acquisto e si dipana a macchia d’olio dall’economico ad ogni ambito relazionale, ne “Il filo nascosto” la telecamera è puntata sulla relazione tra l’artista e la sua musa, un pericoloso legame spirituale sul quale il regista ha voluto concentrarsi.
Per sapere come Anderson l’abbia connotato, bisognerà solo aspettare il 22 febbraio.

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