È passata una settimana dall’inizio del Festival di Cannes e alcuni dei film italiani in concorso (e non solo) sono stati già proiettati: nella giornata di martedì sono stati visti “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher ed “Euphoria” di Valeria Golino; nella giornata di mercoledì è stato presentato “Dogman” di Matteo Garrone. Scopriamo insieme perché quest’anno potrebbe essere paragonabile al magico 2015 per la regia italiana.
L’ultimo lavoro di Alice Rohrwacher si è guadagnato ben 10 minuti di applausi a fine proiezione, compreso il travolgente entusiasmo di Roberto Benigni, che accompagnava Nicoletta Braschi, parte fondamentale del cast. Il montaggio del film sia stato ultimato giusto pochi giorni prima la presentazione al Festival di Cannes, ma sembra che “Lazzaro felice” non abbia proprio niente di approssimativo. Con disincantato realismo che non si preclude un afflato poetico, la storia è ambientata nell’eterno medioevo dei latifondi italiani, durato fino all’altro ieri. Nella surreale cornice della mezzadria italiana c’erano una volta un lui povero, una lei ricca e sua madre molto cattiva. Più che favola avrebbero potuto definire “Lazzaro felice” una fiaba. È stato impossibile farlo perché la narrazione di Alice Rohrwacher è dotata di una morale. La pellicola dell’allieva del maestro Ermanno Olmi, morto recentemente, entrerà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal prossimo 31 maggio.
Valeria Golino è al Festival di Cannes per la seconda volta. Ci era già arrivata con qualche anno fa con “Miele“, sempre nella categoria “Un certain regard“. Si riconferma particolare lo sguardo della Golino sull’esistenza. Sebbene “Euphoria” non avrebbe sfigurato in alcun modo nel concorso principale, una storia che parla di uomini vista sotto una lente focale femminile rientra senza ombra di dubbio in “Uno sguardo particolare“.
Matteo Garrone si aggiudica la Croisette per la quarta volta con “Dogman”. Eccezion fatta per “Il racconto dei racconti”, la tematica del film presentato torna ai tempi de “L’imbalsamatore” e “Gomorra“. I fatti di cronaca sono una fonte d’ispirazione, ma il regista non vuole ricostruire fedelmente i fatti. Ha cercato di rielaborarli concentrandosi sui rapporti umani che costituiscono lo sfondo vivo di ogni tragedia. Proprio a partire da oggi potrete trovarlo nelle sale cinematografiche.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *