Ci vuole un fisico” è un film leggero, ma che fa riflettere, un film curato nei minimi dettagli, ma senza troppe pretese, ricco di sentimento, ma che non cade mai nel sentimentale. Si tratta di un’opera prodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia insieme a Rai Cinema e sarà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal prossimo 3 maggioQuesto progetto è nato da un cortometraggio, adattato e ampliato in un secondo momento per renderlo un film a tutti gli effetti. Alessandro Tamburini ne è il regista e protagonista – insieme ad Anna Ferraioli Ravel – e la loro complicità nella pellicola risulta davvero gradevole. Delicatissima, essenziale, ma da sottolineare la partecipazione di Francesca Valtorta e Niccolò Senni, oltre a quella di Gianpaolo Fabrizio e Claudio Bigagli. I loro personaggi non sono mai in primo piano, ma in realtà è come se fossero sempre presenti all’interno della storia. Ci sono ma non si vedono. O meglio, si vedono appena.
L’equilibrio di “Ci vuole un fisico” ruota attorno alle vicende dei due ragazzi, vicende a tratti surreali, assurde e comiche, a momenti profonde ed intense.


Alessandro ed Anna sono due “antieroi moderni“, protagonisti di un’auto emarginazione che si impongono da soli. Si conoscono in un ristorante, entrambi scaricati dalle persone di cui sono innamorati, che hanno dato loro buca all’appuntamento. Sono buffi e nessuno dei due rispecchia la classica bellezza canonica che tanto va di moda al giorno d’oggi.
Inizia una chiacchierata, si iniziano a conoscere e tutto quello che viene descritto e rubato dalla macchina da presa succede nell’arco temporale di una notte. Una notte magica, particolare, insolita. I due si prendono in giro a vicenda, scherzano, si offendono, rendendosi pian piano conto di quanto entrambi siano stati sciocchi nelle azioni fatte per conquistare l’amato/a.
E’ tra una discussione e una battuta, tra un’avventura e una follia, che i protagonisti si ritrovano come legati da un qualcosa che li accomuna veramente, forse una profonda amicizia appena nata. Forse un nuovo amore,pronto a travolgerli improvvisamente, proprio quando nessuno dei due se lo aspettava.
Sul finale c’è consapevolezza in loro, c’è il voler bene a se stessi per come si è, anche con tutti difetti che ognuno possiede. C’è una maturità che prima non c’era. C’è senz’altro l’inizio di una nuova visione della vita e dei rapporti. C’è un’evoluzione ed una crescita dei personaggi che fa riflettere e mette in risalto un messaggio positivo, semplice e chiaro: quello cioè di accettarsi sempre e di pretendere sempre il rispetto da chiunque, senza annullarsi per nessuno.

Carlotta d’Agostino

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