Sta per arrivare al cinema “Caravaggio – L’anima e il sangue“. Vi starete forse domandando di cosa si tratti, no? Beh, se proviamo a chiederci quale artista della modernità sia stato il più rivoluzionario, la risposta è solo una: Caravaggio. Nato a Milano, vissuto in tutta Italia (Malta compresa), è difficile immaginarcelo mentre apprende il mestiere di pittore perché lui in particolar modo è stato un anarchico dal buon gusto.
All’anagrafe Michelangelo Merisi continua a piacerci, proprio perché non ha avuto bisogno di uscire fuori dal naturalismo per essere rivoluzionario: gli è bastato umanizzare il divino. E lui come ogni altro è stato un uomo che ha combattuto, spesso senza vincere, per far accettare il suo punto di vista sulla realtà.
Rendere giustizia all’uomo che è stato e non solo all’artista, sarà il proposito del film documentario “Caravaggio – L’anima e il sangue“. La rigorosità scientifica ─ con cui Cosetta Lagani di Cinema Arte Sky ha curato la produzione ─ è garantita dall’attiva partecipazione di Claudio Strinati, che ci illuminerà sul legame tra vita e opere, Mina Gregori, che ci stupirà con la sua brillante critica iconologica e Rossella Vodret, che invece ci illustrerà i più recenti studi sulle tecniche pittoriche utilizzate dallo stesso Caravaggio. La ricostruzione della vicenda caravaggiesca avviene attraverso 40 dipinti, uniti sapientemente in una narrazione organica tramite la sceneggiatura di Laura Allievi, mentre la regia è di Jesus Garces Labert.
Per farci entrare ancor più nei panni del Caravaggio uomo e del Caravaggio artista, la voce della coscienza del pittore che ha reinventato il quadro come se fosse un palcoscenico ─ illuminando ciò che va visto e tenendo in ombra ciò è secondario ─ è quella di Manuel Agnelli, il cantante degli Afterhours. Far parlare un artista per voce di un artista che non è un attore significa realizzare e non rappresentare uno stile di vita; significa dare corpo alle contraddizioni, alle sofferenze, alle rinunce, ai sacrifici in cui inevitabilmente si imbatte un individuo che vuole fare della propria arte un mestiere e che vuole farlo senza rendere conto a nessuno, sapendo che il successo non è un traguardo certo.

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