Nato nel Queens di New York nel 1942, da genitori provenienti da Manhattan ma entrambi di origini siciliane, Martin Scorsese è considerato uno dei più importanti e influenti registi della storia del cinema.
In anni e anni di successi e di collaborazioni stellari, fra cui gli storici sodalizi artistici con Robert De Niro e Joe Pesci, e quello, più recente ma non meno consistente, con Leonardo Di Caprio, Martin Scorsese ha esplorato col cinema le profondità e le tortuosità dell’animo umano, raccontando nei suoi film la sua stessa realtà.
L’adolescenza trascorsa nella Little Italy di Manhattan, in uno stato di emarginazione dalle ‘gang’ di zona causato sopratutto dai problemi di asma, è la fonte prima dell’ispirazione artistica di Martin Scorsese, i cui disegni del tempo, nati in assenza di una cinepresa, corrispondono a tutti gli effetti alle sue prime storyboard.
In quegli stessi anni Scorsese inizia gli studi seminariali, per abbandonarli poco tempo dopo ed iscriversi al corso di cinematografia della New York University, di cui è un importante risultato il suo primo cortometraggio: “La grande rasatura“, racconto generazionale e raccolta dei più importanti temi e dei luoghi che saranno presenti, di lì in poi, in tutti i film di Scorsese.
L’ispirazione dalla Nouvelle Vague francese, dal Neorealismo italiano e dal cinema indipendente di John Cassavetes definiscono lo stile personalissimo del regista, venuto a definirsi sin dai primi anni ’70, una volta lasciata New York per trasferirsi a Hollywood, dove tutto questo diventerà la materia prima di una sfavillante carriera. Little Italy, le esperienze adolescenziali, la scissione dell’uomo fra peccato e religione e tutto l’universo istintivo e passionale dei personaggi realmente conosciuti e ricostruiti sul set, sono i protagonisti di una sterminata opera cinematografica: New York, l’opposizione fra i gangster e i personaggi religiosi, la musica popolare, i richiami alle origini, tutte le suggestioni provenienti dalle sue stesse vicende personali abitano le storie e le atmosfere dei racconti della città in cui si animano gli incontri e i conflitti fra gli antieroi protagonisti delle sue narrazioni.
Mean streets” è il primo capolavoro sorto da tale vena narrativa, il cui culmine viene forse raggiunto con “Quei bravi ragazzi“, ma non mancano le escursioni in altri generi e in ambienti completamenti diversi, dal musical “New York New York” alle atmosfere meditative di “Silence“, dal colossal “The Aviator” al thriller psicologico “Shutter Island“.
Gli enormi successi e gli importantissimi premi, fra cui l’Oscar alla Miglior regia nel 2007 per “The Departed“, la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1976 per “Taxi Driver“, il Leone d’oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia nel 1995 e tre Golden Globe come Miglior regista in un solo decennio per “Hugo Cabret“, “The Departed” e “Gangs of New York“, contribuiscono al riconoscimento di Martin Scorsese come un maestro della regia e del cinema mondiale.
Buon compleanno, dunque, per il settantaseiesimo anno di vita di un artista ancora brillante e instancabile, di un vero e proprio mito vivente.

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