È morto ieri a Roma Vittorio Taviani, grande regista che insieme al fratello Paolo ha dato vita a tanti capolavori della storia del cinema italiano. Aveva 88 anni ed era malato da tempo. Ne ha dato il triste annuncio una delle figlie, Giovanna, la quale ha aggiunto che non ci saranno né camera ardente né funerali, poiché il corpo del padre verrà cremato durante una cerimonia strettamente privata. Vittorio Taviani era nato a San Miniato, in provincia di Pisa, il 20 settembre 1929. Insieme al fratello Paolo, intorno alla metà degli anni ’50, si è trasferito a Roma per lavorare nel mondo del cinema.
Dopo aver diretto diversi documentari e cortometraggi, hanno esordito insieme a Valentino Orsini con il film “Un uomo da bruciare” (1962) e poi realizzando “I fuorilegge del matrimonio” (1963). Lavorando in seguito da soli, i fratelli Taviani hanno raggiunto il successo raccontando la realtà dell’epoca, la storia e la situazione del nostro Paese, trattando nello specifico il tema della politica italiana. Tra i loro capolavori ci sono “Allosanfan” (1974) con Marcello Mastroianni e Lea Massari e “Padre padrone” (1977), vincitore ai David di Donatello, al Festival di Berlino, al Festival di Cannes e aggiudicatosi ben due Nastri d’Argento.
Ricordiamo poi “La notte di San Lorenzo” (1982), anch’esso pluripremiato ai David, oltre che vincitore di due premi al Festival di Cannes, di due Nastri d’Argento e del Globo d’oro. Altri grandi titoli sono “Kaos” (1984), “Good morning Babilonia” (1987), “Il sole anche di notte” (1990), “Affinità elettive” (1996), “La masseria delle allodole” (2007) e “Cesare deve morire” (2012). L’ultimo lavoro cinematografico è stato “Una questione privata” (2017), firmato da entrambi i fratelli Taviani, ma diretto solo da Paolo a causa della malattia di Vittorio, opera che lascia al pubblico l’immagine di una coppia di registi straordinari e uniti fino alla fine.

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