The Italian Jobs: Paramount Pictures e l’Italia” è il docufilm scritto e diretto da Marco Spagnoli, presentato presso la 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che arriva finalmente nelle sale della Festa del Cinema di Roma.
E’ stato presentato in anteprima stampa nella giornata di ieri, ma sarà possibile assistere alla visione proprio oggi, martedì 24 ottobre presso il Maxxi alle ore 20.30.
Paramount Channel ha deciso di narrare la storia del rapporto unico che sin dagli anni ’20 ha legato Paramount Pictures al nostro Paese. Si tratta di una delle case cinematografiche più imponenti degli States, che ha sancito con naturalezza un legame particolare con l’Italia tale per cui il regista Marco Spagnoli ha deciso di scriverne e dirigerne la storia. Le testimonianze sono state raccontate grazie agli interventi di eccellenti volti dell’industria cinematografica italiana come Enrico Lucherini, Felice Laudadio, Roberto Faenza, Tonino Pinto, Claudio Masenza, Gianni Bozzacchi, Don Most, Massimo Cristaldi, Paola Corvino, Franco Mariotti, Greta Scarano, Andrea Delogu, Francesco Montanari, Francesco Di Raimondo ed Anna Pavignano.
Prodotto per conto di Ascent Film, nato dalla mente di Luca Cadura per Kenturio e realizzato in collaborazione straordinaria con Cinecittà Luce ed il Centro Sperimentale di Cinematografia, “The Italian Jobs: Paramount Pictures e l’Italia” si presenta come un affresco nostalgico in bianco e nero, che racconta con immagini esclusive e poi la voice over di un grande nome come quello di Adriano Giannini, la storia di due uomini, due excutive italo-americani: Pilade Levi e Luigi Luraschi.
Giunti in Italia in seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale per ricostruire l’industria cinematografica, grazie a Pilade Levi e Luigi Luraschi, nacque nel nostro bel paese l’idea di produrre film europei finanziati da fondi americani, con l’aiuto della major Paramount Pictures. Sono in questo caso fondamentali le testimonianze indirette dei figli dei due excutive, Gioia Levi e Tony Luraschi, che nel corso di questo documentario nostalgico e ricco di sfumature sull’animo umano di questi professionisti, raccontano come i loro genitori non fossero esclusivamente uomini d’affari, perchè la loro vita fu interamente dedicata al cinema.


Cult movie come “Le Notti di Cabiria“, “Romeo e Giulietta“, oppure “Il Conformista” tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, furono realizzati proprio per merito dei due amici, amici per la vita e per la settima arte.
Nel corso dell’excursus storico, che viene ritmato anche dalle voci di Luca Argentero, Stefano Resi e Greta Scarano per dar vita ad estratti di lettere e diari dei due protagonisti del documentario, si mettono in luce la capacità di Levi e Luraschi di saper affrontare in un’epoca così difficile nel nostro Paese, che cercava di risollevarsi dalle sommosse belliche, con la voglia di imparare.
Così interviene Roberto Faenza per ricordare che: “Pilade Levi è stato il volto noto della Paramount Italia, un perfetto manager che rese il Festival del Cinema di Venezia il luogo di elezione del cinema, rese il cinema stesso un evento ed internazionalizzò la produzione italiana“. Approfondiscono questo pensiero anche i ricordi di Franco Mariotti e Tonino Pinto che, riflettendo su quella che ormai sembra apparire come un’epoca troppo lontana agli italiani di oggi, aggiungono: “Luraschi era profondamente un Europeo ad Hollywood, permetteva alle persone di nazionalizzare con facilità l’immaginario italiano perchè amava comunicare con le persone stesse. L’abilità di Luraschi fu quella di avere le qualità straordinarie per vivere il cinema e le sue attività promozionali, basti pensare al caso della campagna promozionale di Mission Impossible e l’arrivo dell’attore protagonista Tom Cruise a Rimini.“.
L’Italia è sempre stata in termini produttivi, una delle mete privilegiate delle produzioni Paramount – che è stato il primo studio a produrre nella penisola ed il primo nel 1937 a porre sotto contratto un’attrice italiana come Isa Miranda, consentendo anche alla diva ed icona Anna Magnani di vincere il suo primo Premio Oscar per la sua performance attoriale in “La Rosa Tatuata“, arrivando in seguito a scritturare volti noti nel mondo come Sophia Loren e Virna Lisi.
Marco Spagnoli regala al pubblico con questo affettuoso lavoro di documentazione e ricostruzione, un montaggio quasi impercettibile, elegante e fluido edito da Jacopo Reale ed accompagnato dalle musiche di Massimiliano Max Di Carlo, la ricerca di un sentimento perduto nella storia del cinema italiano.
C’è il tentativo di onorare quella perseveranza spiccata nel lavoro e nella vita, perchè quando il cinema è passione, non c’è differenza tra vita privata e vita sul set, uomini e donne amano rimanere in una terra di mezzo: quella dell’amore per un’arte che ha regalato al pubblico film indimenticabili e che si spera continuerà a regalare solo grazie a questo spirito fuori e sul set.

Silvia Pompi

Ecco una clip tratta da “The Italian Jobs”:

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