Cane Mangia Cane” è l’ultimo lavoro cinematografico firmato da uno dei registi della “New Hollywood” insieme a Robert Altman, Martin Scorsese, George Lucas, Steven Spielberg, Brian De Palma e Francis Ford Coppola, cioè Paul Schrader regista del cult anni ’80American Gigolò” nonchè sceneggiatore di “Taxi Driver” e “Toro Scatenato”, diretto dall’amico Scorsese.
Paul Schrader dopo “The Canyons” (diretto nel 2013) porta sulla scena grazie al talento del trio capeggiato da Willem Dafoe, Nicolas Cage e Christopher Matthew Cook, il racconto di un rapporto consolidato per caso tra le sbarre di un carcere, un trio di gangster tragicomici e pieni di difetti a cominciare dal loro modo di divertirsi e vivere i legami interpersonali con improbabili amanti. Tre criminali appena usciti di prigione devono riadattarsi alla vita civile, ma legge della California sovrasta e minaccia il loro futuro al punto tale che Troy studierà un turning point per liberarsi definitivamente del sistema di cui si sente vittima, Diesel si ritroverà sul libro paga della criminalità e il suo interesse per la moglie e la sua casa di periferia non faranno che affievolirsi. Mad Dog infine, l’elemento più pericoloso del trio, si sentirà assalito continuamente da dei demoni interiori e si lascerà trasportare da una situazione all’altra. Quello che servirebbe per tutti e tre è proprio un ultimo gesto criminale, perfetto per lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare una nuova vita lontana dai guai. Si tratta quindi di una storia costruita intorno ad un’amicizia indissolubile, un rapporto quasi familiare narrato ancor prima che nella pellicola cinematografica, tra le pagine di un libro divenuto in seguito un best-seller scritto dall’ex carcerato Edward Bunker, scrittore che ha ispirato successivamente pellicole di successo come “Le Iene” ed “Animal Factory”.


“Cane mangia Cane” non sembra il titolo di un romanzo tanto meno quello di un film, ricorda un proverbio, un legame duro a morire se non con il perire di tutta la squadra, un atteggiamento leale e di fiducia reciproca nel quale nessuno finisce col fare del male all’altro. Questo è almeno quello che afferma Troy, protagonista e voce fuori campo di Nicolas Cage nei primi istanti in cui la macchina da presa presenta come si sia imbattuto nelle vite parallele del tossicodipendente e rabbioso Mad Dog (interpretato da Willem Dafoe) e nell’impulsivo Diesel (Christopher Matthew Cook), perchè “il destino di ognuno di noi è già scritto e una volta che si è dentro uscirne è quasi impossibile”.
Willem Dafoe buca letteralmente lo schermo non solo grazie ad una presenza carica di energia ma soprattutto per un’atmosfera più nostalgica e “tarantiniana“. Luci saturate di rosa durante l’incipit filmico e di un rosso più evanescente soprattutto nella seconda parte della pellicola, sono ai limiti della realtà, i montaggi alternati durante le sequenze più “drogherecce” e dai colori psichedelici, ben si mescolano con primi piani e campi totali in un seducente bianco nero, il tutto calibrato da musiche ricercate che avvolgono i personaggi durante il loro ultimo colpo criminale, il rapimento cioè di un bambino ed un riscatto materiale e soprattutto morale. Tutti questi elementi rappresentano il marchio di fabbrica targato Paul Schrader, ricordando al contempo la coppia Nicolas Cage-Willem Dafoe nel loro primo film insieme “Cuore Selvaggio”, diretto da David Lynch nel 1990.
Paul Schrader sposa una regia – stilisticamente parlando – degna della direzione tecnica di vecchie glorie come “Pulp Fiction”, adotta una visione minimalista per quanto concerne i caratteri dei singoli personaggi, spesso caricature purtroppo dalle sembianze umane. Per alcuni individui non ci sono possibilità di riscatto da una vita segnata negativamente già in partenza, questo è quanto Schrader sembra comunicarci. Una scena rimane però emblematica: una coppia afro di religiosi con una vita passata insieme ormai alle spalle si compiace dell’ottima cena appena trascorsa in un restaurant dinner in stile anni ’50. Nicolas Cage, in seguito al loro rapimento, avvolto in una nube rossa mistica spara come un vero gangster contro una luce blu, quella della polizia che ormai alle costole e torna ancora una volta per affossare il suo destino!

Silvia Pompi

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