Atomic Blonde – Atomica Bionda” è il nuovo thriller pulp tratto dalla graphic novel “The Coldest City” (2012), scritta da Anthony Johnston ed illustrata da Sam Hart, di cui oggi vi proponiamo la nostra recensione. La pellicola diretta dal regista di “John Wick” David Leicth e scritta da Kurt Johnstad, vede al centro dell’attenzione in tutta la sua spregiudicata lussuria Charlize Theron immersa in una danza acrobatica che ricorda la passione per le arti marziali di Leicht stesso.
Charlize Theron entra in scena perfetta come in una delle sue famose campagne per la grande firma dell’alta moda Dior, bucando il grande schermo con molteplici mosse di combattimento, lotte all’ultimo sangue e psichedeliche docce in vasche ricoperte di freddi ghiaccioli accompagnate da drink altamente alcolici che non possono non catturare l’attenzione del pubblico. “Atomica Bionda” strizza l’occhio allo spettatore sin dalle prime sequenze quando, dopo diverse inquadrature su di un uomo disperato ed in fuga che viene prima investito e successivamente gettato nel vuoto da un grattacielo, la trama poco esaustiva ma nemmeno troppo importante forse rispetto all’estetica filmica, si riscalda in una serie vorticosa di azioni ritmate ed esasperate con una playlist tipicamente anni ottanta. Siamo negli anni che vedono al centro dell’attenzione il crollo del muro di Berlino, esattamente due settimane prima dello scoppio della Guerra Fredda, un agente dell’M16 si ritrova in possesso di notizie segrete ovvero una lista in cui sono trascritti nomi ed identità di molteplici spie per conto della capitale tedesca.


L’agente viene sfortunatamente ucciso, da questa azione misteriosa sulle note di grandi successi musicali come“Sweet Dreams”, fa capolino nel mirino filmico il volto angelico di Charlize Theron nelle vesti succinte di Lorraine Brought, l’agente segreto tutto al femminile, considerata spia eccellente, la più preparata in materia di intelligence Britannica. Lorraine Brought viene inviata in missione per indagare sulla scomparsa del collega e scovare la lista andata perduta durante l’uccisione. Mentre la rivolta sociale fa da cornice narrativa, nell’intreccio di cui Lorraine Brought è protagonista indiscussa, si ritrova anche il volto noto e promettente già con “Split” di James McAvoy nelle vesti del capo dell’intelligence locale David Percival, antagonista con il quale la bionda Lorraine finirà per scontrarsi. Il film diretto da David Leicht è un mix di usi e costumi cinematografici che intrattengono lo spettatore senza falsa modestia, ricorda le atmosfere di cult come “Kill Bill” e “Casinò” soprattutto nei primi piani dell’attrice e nell’uso di luci rosse e blu estremamente pop e modaiole. Leicht sapeva quel che faceva, è quello che in molti avranno pensato guardando “Atomica Bionda” poichè tutto sembra sapientemente guidato con maestria e preparazione,
soprattutto le colonne sonore che regalano alla recitazione dinamica della Theron una verve in più, qualcosa che difficilmente sarebbe arrivato ai nostri occhi senza un mixtape di grandi hit come quelle dei New Order, Depeche Mode, David Bowie, Queen ed Eurythmics.
Fotografia, montaggio, scenografie, inquadrature e piani sequenza bastano a rendere il film un piccolo tesoro estetico, sebbene la trama non sia all’altezza del livello tecnico, Theron spettacolarizza la forma dell’intera pellicola quasi come Ryan Gosling aveva fatto interpretando le atmosfere 80’s nei panni di “Driver”, pellicola però ricca anche di contenuti. Il corpo longilineo e sensuale di Lorraine è quindi la chiave di volta dei lunghi piani sequenza che caratterizzano la pellicola, tutto è perfetto da questo punto di vista, ma quel che ci si chiede forse sul finire di una classica storia che ha un retrogusto amaro di visto e rivisto è… “Cosa ne sarà stato della narrazione, passata decisamente in secondo piano?”.

VOTO: 7

Silvia Pompi

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