Spettacolo News ha avuto il piacere di incontrare ed intervistare Rosario Terranova, il giovane e poliedrico attore palermitano, che ha da poco festeggiato i suoi 42 anni. Gli auguri che noi gli abbiamo rivolto sono stati doppi: infatti sono trascorsi già vent’anni dal suo primo esordio teatrale e per l’artista si tratta del periodo più bello della sua carriera.
Rosario Terranova è reduce da un ottimo successo cinematografico, dove ha saputo conquistare pubblico e critica con il suo cattivissimo personaggio Scannacristiani nel film “Sicilian Ghost Story”. Il film – che ha inaugurato la 56esima Semaine de la Critique a Cannes e lo ha visto anche tra i film protagonisti del “Giffoni Film Festival”- è stato riproposto al grande pubblico sotto le stelle ieri sera alle ore 22,00 presso l’Isola del Cinema Cinelab all’ Isola Tiberina di Roma. Recentemente l’attore, dopo l’esperienza cinematografia, ha realizzato anche quella televisiva con la fiction andata in onda su Rai 1Il Commissario Maltese” con Kim Rossi Stuart, Alessandro Schiavo, Antonio Milo e Marco Leonardi.
Nella miniserie Rosario interpreta il ruolo del poliziotto Ernesto Lo Giudice soprannominato U cunigghiu, un film per la tv diretto da Gianluca Tavarelli che abbiamo visto partecipare insieme al cast della miniserie come ospite al festival “Ombre” a Viterbo. Per il giovane Rosario questo è un periodo di grandi soddisfazioni oltre che di riconoscimenti, si sta preparando infatti a realizzare il suo grande sogno, un musical che ripercorre la vita del grande attore comico e cantante italiano Franco Franchi scomparso nel 1992.

Quando ti sei reso conto che in te stava nascendo la passione per lo spettacolo?
Da bambino solitamente rubavo i vestiti e le parrucche a mia madre, ispirandomi al personaggio reso famoso da Leo Gullotta “La signora Leonida”. Durante il periodo estivo, insieme ai miei amici, riproponevamo la parodia di Dallas. Tutto è nato per scherzo ma con il tempo è diventato un vero e proprio lavoro”. Quale figura al tuo esordio è stata determinante? “Ho iniziato il mio percorso artistico praticamente dal nulla con la scuola di Pippo Spicuzza nel 1996. Lui è stato il mio primo regista purtroppo è morto undici anni fa ad appena 59 anni nel modo in cui aveva sempre vissuto cioè in punta di piedi. E’ a lui che devo tutto. Mi ha plasmato sulle tavole del teatro Orione a Palermo insegnandomi a stare sul palcoscenico non solo con il corpo ma soprattutto con l’anima.

Quanto è importante per un attore riempire una platea?
Ciò che per me è importante è il massimo rispetto per il pubblico. Il mio obiettivo è quello di riuscire a trasmettere sempre qualcosa a chi viene a vedere i miei spettacoli. Questo non cambia sia che si tratti di una platea di teatro composta da 2500 persone come il teatro Arcimboldi per esempio oppure si tratti di una platea composta da sette persone come nella mia carriera spesso è capitato.

Sei reduce dal grande successo del film cinematografico “Sicilian Ghost Story”. A parte il riscontro del grande pubblico quanto ti è piaciuto fare parte del cast?
Girare questa pellicola per me è stato bellissimo. Io vesto i panni di Scannacristiani un personaggio cattivissimo che si relaziona con un bambino senza parlare mai. Ho avuto l’onore di essere diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza e realizzare la storia di Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di mafia Santino Di Matteo che nel ’93 fu strangolato e sciolto nell’acido dopo un sequestro durato circa due anni. Affrontare la drammaticità delle scene del film, girate a Troina, mi ha fatto immergere con profondo rispetto nell’atmosfera magica della delicatezza della storia in sé. Prendere parte a questo film diverso da tutto ciò che siamo abituati a vedere sullo stesso argomento, è stata un’esperienza unica.

E invece ne “Il Commissario Maltese” cosa si vuole raccontare?
La miniserie racconta di tutti quegli uomini che hanno combattuto la mafia e di quelli che ancora oggi ogni giorno continuano a farlo. Prima di essere una squadra di colleghi sono amici che vivono il loro mestiere con dedizione ma anche con molta paura. Ciò che per me è stato fondamentale è stato far emergere l’umanità del mio personaggio.

Ci sono stati durante le riprese momenti di tensione?
Più che tensione direi momenti di emozione. Durante la preparazione del film guardavamo le foto d’epoca per preparare i personaggi, non sono riuscito a trattenere l’emozione quando ho rivisto la foto di mio zio Cesare, un magistrato ucciso nel 1979 a
Palermo in un agguato mafioso.

C’è qualcuno a cui ti sei ispirato per interpretare al meglio il tuo personaggio “U cunigghiu”?
Per calarmi meglio nel ruolo del poliziotto Ernesto Lo Giudice ho preso spunto da uno degli uomini di scorta di mio zio Cesare. Ai tempi dell’agguato io ero molto piccolo, ma ricordo benissimo quei giorni di immenso dolore che hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita e in quella dei miei familiari.

Ci parli del progetto teatrale che tra poco realizzerai?
Lo spettacolo musical teatrale, che spero di realizzare entro la fine dell’anno, vuole essere un omaggio a Franco Franchi, a 25 anni dalla sua scomparsa che, insieme a Ciccio Ingrassia, ha formato la coppia comica entrata nella storia del cinema italiano. Ho sempre amato questo artista e da sempre mi incuriosiva capire cosa c’era dietro quella comicità. Pochi sanno però che Franco Franchi, oltre ad essere l’attore comico che tutti conoscono, amava cantare e nel corso della sua vita ha scritto più di 70 canzoni, come la famosa “Sono l’ultimo dei belli” che interpretò nel 1972 al Festival di Sanremo. Il mio sarà un racconto della sua vita attraverso le sue canzoni.

Rosario, noi di Spettacolo News ti ringraziamo per quanto ci hai voluto raccontare e concludiamo la nostra intervista parlando di cucina. Quale è il tuo piatto preferito?
Non ho dubbi… le melanzane alla parmigiana che prepara la mia mamma, ed ogni volta che vado a Palermo è un piatto che mi fa trovare sempre sulla tavola!

Patrizia Faiello

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