Spettacolo News ha avuto il piacere di incontrare ed intervistare Lino Guanciale, attore di teatro, cinema e volto noto della televisione: ultimamente lo abbiamo visto protagonista di numerose fiction come, ad esempio “La porta rossa“, al fianco di Gabriella Pession.
Lino Guanciale si racconta, ci svela i suoi impegni lavorativi più vicini e quelli più a lungo termine e anche le mete dove andrebbe volentieri in vacanza!

 

Il mondo della televisione vuole Lino Guanciale e si può dire forse che Lino Guanciale voglia sempre di più la TV: è così oppure preferiresti dedicarti ad altro?

Mah in realtà devo smentire un po’ quello che sembra! Figurati, a me fa molto piacere come stanno andando le cose, cioè che in televisione mi sia dato così tanto spazio e cerco di fare bene quello che alla fine accetto di fare perché di offerte ne arrivano moltissime.
Adesso è un periodo particolarmente impegnato perché sono già sul set di “Non dirlo al mio capo 2”, poi immediatamente dopo sarò su quello de “L’allieva 2” e poi de “La porta rossa 2”, quindi questo è l’anno dei 2! L’impegno televisivo è tanto, ma le messe in onda di questi sequel saranno spalmate per le prossime due stagioni. Mi aspettano 15 mesi di lavoro sul set, poi il pubblico ne vedrà i frutti nelle stagioni 2017-2018 e 2018-2019!
Sono contentissimo di tutto questo, però con un periodo così pieno di televisione chiudo un ciclo, nel senso che poi con la TV mi fermerò un poco, offerte nuove non ne ho accolte, ma quando avrò finito questo forcing lo spazio sarà dedicato di più al teatro, con il mio gruppo e non solo e con il cinema che è tornato a farsi vivo in maniera importante.
Ora sono anche sul set di un film per Lucisano intitolato “Cose che succedono” (prima si chiamava “La casa di famiglia”, ma il nome è ancora in fase di definizione!), mentre ad agosto sarò sul set di un film del regista Ivan Silvestrini, che stimo molto e con me ci sarà anche Claudio Bisio. Si tratta di un remake di un film francese, un’opera molto fortunata oltralpe… speriamo possa andar bene anche qui!

Cosa puoi svelarci del film “Cose che succedono”?

Quello di cui si parla in quest’opera prima è la storia di una famiglia ed è un progetto molto diverso rispetto a “I peggiori”, sempre prodotto dai Lucisano. Il testo di questa pellicola cinematografica viene da una commedia teatrale scritta da Augusto Fornari, che è anche il regista del film.
E’ tutto incentrato sul gioco costruito dagli attori, è un film estremamente recitato, nucleare e corale. Ci sono 4 grandi protagonisti – accanto a me ci saranno Stefano Fresi, Matilde Gioli, Libero De Rienzo – ed il presupposto è molto semplice. C’è un papà che purtroppo è in coma da molto tempo, i figli non vanno d’accordo fra loro e si troveranno in una situazione particolare: il più scapestrato di loro (cioè io! – ride -) è indebitato fino al collo e si deciderà di vendere la casa di famiglia per aiutare questo fratello. Appena però sarà perfezionata la vendita della casa si sveglierà papà, quindi il gioco sarà non far rendere conto al padre di quanto accaduto! Lavorare con queste persone è stato davvero stimolante e anche molto molto divertente, vedrete!

Nei mesi scorsi è andata in onda “La porta rossa”, serie televisiva tra il thriller, il poliziesco, il giallo e la storia d’amore. Un successo incredibile e forse inaspettato: tu credevi avrebbe avuto questo successo? Cosa ti ha stupito di più?

No, non credevo sarebbe andata così! Onestamente siamo rimasti tutti molto stupiti dalla risposta che ha avuto “La porta rossa”. Rai 2 non vinceva la serata di ascolti da diverso tempo e con questa fiction ne ha vinte 3 su 6. E’ stato un fenomeno televisivo a tanti livelli, ma si è trattato di un prodotto abbastanza inedito per la Rai. Dal ritorno stampa alla risposta sui social network, i numeri hanno davvero sorpreso essendo una serialità così particolare.
C’erano tanti elementi per i quali la gente poteva affezionarsi ed hanno funzionato tutti! Siamo tutti felicissimi per questo, ma il più contento forse è Carlo Lucarelli, che ha scritto questo progetto ed ha attraversato i nodi e la mediazione con la Rai, con cui alla fine ha trovato un compromesso – specialmente per quel che riguarda la storia d’amore, che appartiene meno alla sua scrittura.
Il mash-up è venuto molto bene ed ha conquistato un pubblico veramente trasversale!
La cosa comunque che mi ha stupito di più è stata l’esplosione di entusiasmo che c’è stata a Trieste, dove ora fanno addirittura dei tour nei luoghi de “La porta Rossa”: la gente si fa le foto sotto casa di Anna e Leonardo, alla famosa gru che si è spesso vista nella serie…
E’ una città che si è sempre sentita periferica, invece con questa fiction ha avuto un ritorno di immagine importante, perché davvero forse protagonista è stata proprio Trieste e ne sono proprio contento!

Poco fa accennavi alla seconda stagione…

Sì sì la seconda stagione ci sarà e ora stanno impazzendo sui nuovi soggetti di serie!

Abbiamo letto poi che a breve verrà trasmessa in Asia ed in altri Paesi del mondo: credi possa andar bene anche lì? E’ prevista promozione sul posto?

In realtà sta già avendo successo e andrà in onda un po’ dappertutto: la serie è stata acquistata anche da Studio Canal, che è secondo come distributore nel mondo solo a Netflix e pare ci siano acquirenti intorno ai 150/160 paesi, numeri da Gomorra quasi!
La risposta internazionale si sta già avendo, anche extra canali Rai!

Quest’estate, poi, sarai protagonista di “Itaca” al Teatro d’Annunzio di Pescara: cosa puoi raccontarci di questo spettacolo teatrale?

E’ nato abbastanza casualmente nel mese di maggio insieme a degli amici abruzzesi. Abbiamo messo su un recital per delle scuole superiori, che poi ha avuto un paio di serate anche per il pubblico “generico”. E’ andato molto bene e quindi mi hanno chiesto di fare una cosa un po’ più grande a Pescara. Io non sono abituato a fare spettacoli nella mia regione e quindi, considerando che il 20 agosto ero ancora libero, ho accettato subito perché ci tengo a mantenere un rapporto forte con la mia terra.
E’ intitolato “Itaca” perché uno dei pezzi forti di questo spettacolo è una canzone di Lucio Dalla che io amo tantissimo, anche perché sono molto legato al mito di Ulisse in generale e a tutte le varie interpretazioni che sono state fatte nel corso degli anni. Attorno a questo costruiremo la serata del 20 agosto e posso già dire che ci sarà molto Abruzzo!

Ti abbiamo anche visto recentemente in “Stanotte a Venezia”, programma d’arte condotto da Alberto Angela e vestivi i panni di Giacomo Casanova. Ti senti un po’ Casanova e come è stato lavorare per questo progetto?

Mi è piaciuto moltissimo! Non capita di vedere spesso Venezia nuda, nonostante io abbia lavorato tanto lì 10 anni fa perché tenevo un laboratorio teatrale all’Università. Passeggiare a Venezia di notte credo sia una delle cose più belle che uno può fare, scopri veramente un’altra città!
L’idea quindi è stata bellissima già di per sé, ma quando mi hanno proposto di fare Casanova per questo progetto non avevo capito benissimo di cosa si trattasse lì per lì!
Quando ho incontrato il regista – che mi ha parlato di questa specie di docu-fiction – mi è parso subito un “gioco bello” ed ho accettato il ruolo! E’ stato divertente, anche perché questo mestiere ti dà la possibilità di indossare panni che non sono tuoi.
Mi hanno tagliato la barba, mi hanno messo la parrucca, mi hanno vestito con dei costumi meravigliosi, tipici veneziani e la gente non è che mi riconoscesse immediatamente… a volte mi chiedevano anche indicazioni!
Credo sia un progetto che possa avere anche una spendibilità estera, perché è stato fatto con molta cura e con un’attenzione davvero impressionanti! A mio avviso è un modo molto efficace di valorizzare la bellezza delle nostre città d’arte.

Parlando un po’ di te e visto che siamo nel pieno periodo estivo… quali sono i Paesi del mondo che ti piacerebbe visitare? Sei più un tipo da mare, montagna o città d’arte?

Sono decisamente una creatura metropolitana, dopo un po’ sia che mi trovi in spiaggia, sia su un prato… non ce la posso fare! Datemi dello smog!! (Ride!)
Poi sono nato in montagna, ad Avezzano. Quando torno lì sono contento… i primi 20 minuti!! Poi il desiderio di tornare ad affogarmi di caos in città vince su tutto! Il mare mi piace, perché fondamentalmente adoro nuotare, ma detesto stare in spiaggia a rosolare perché mi sento inutile!
Detto questo ci sono dei posti che mi piacerebbe moltissimo visitare, amo viaggiare ma a causa del lavoro non mi è semplice e non riesco a farlo come vorrei. Mi piacerebbe andare in Nuova Zelanda (anche perché sono un grande fan del rugby), ma anche nella Pampa argentina, in Patagonia e in Africa, tipo in Kenya a fare Safari!

Ma non sono città, stai in mezzo alla natura…!

Infatti ci vado, poi magari mi rompo le scatole e necessito di città iper affollate!

Se dovessi scegliere due posti da visitare, in Italia e all’estero, quali diresti?

Cerco di nominare posti che non sono proprio al centro delle rotte turistiche…
Per quanto riguarda l’Europa dico Vienna, la città europea che preferisco e forse capitale per eccellenza, anche per un discorso letterario e culturale: si percepisce davvero l’essenza di cos’è stata l’Europa almeno fino alla prima guerra mondiale. Recentemente sono stato a Madrid, che quindi scelgo come seconda meta: mi è piaciuta davvero tanto!
In Italia, invece, secondo me una città che va visitata perché poi finisci per volerle molto bene è Bologna, che uno non mette quasi mai nella top 5 delle grandi città d’arte da vedere. E’ una città da scoprire, quasi al pari con Modena, che adoro. Poi Napoli, che è senza alcun dubbio da riscoprire. Molti magari hanno un po’ di ansia o di pregiudizi che impediscono di programmarci una vacanza, ma per me è ingiustificato.
Ci ho lavorato diverso tempo e sono stato benissimo, è una città ricca di spunti – a volte anche contraddittori – ma che è bello conoscere! Io vi consiglio queste due…c’è anche un treno che le collega, così in 3 ore potete visitarle entrambe!

Carlotta d’Agostino

Il video saluto di Lino Guanciale ai nostri lettori!

Foto di Manuel Scrima

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