Il Festival di Venezia 2017 chiude i battenti. Si è infatti conclusa da poco la 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta da Alberto Barbera. A conquistare la vittoria il regista messicano Guillermo Del Toro con l’acclamatissimo film “The Shape of Water” produzione hollywoodiana 20th Century Fox.
Il capolavoro di Guillermo Del Toro ha messo d’accordo critica e pubblico fin dai primi giorni del Festival: il film narra la storia di una creatura robusta con pinne, branchie e occhi dolcissimi, riemersa nel 1962 dalle acque del Sudamerica e finita incatenata in un vascone sotterraneo di Baltimora per esperimenti segretissimi del governo americano in piena corsa verso lo spazio contro i sovietici. Soltanto l’amore di una donna delle pulizie muta (Sally Hawkins) ed il supporto del suo vicino gay e della collega afroamericana, potranno salvarla dalle grinfie di un terrificante e sadico direttore della sicurezza dalle dita in putrefazione.
La giuria presieduta dall’attrice Annette Bening e composta da Jasmine Trinca, Ildikó EnyediMichel Franco, Rebecca HallAnna Mouglalis, David StrattonEdgar Wright e Yonfan al termine di una lunga cerimonia ha premiato il regista consegnando il Leone d’Oro per la bella storia dark. Quello veneziano davvero un responso di classe che con “The shape of water” riporta il Leone d’Oro negli  Stati Uniti, scomparso dal 2010 quando al Lido vinse Sofia Coppola con “Somewhere“, non senza critiche.
Durante la premiazione – il regista evidentemente molto emozionato ha affermato – “Ho 52 anni, peso 110 chili e ho fatto dieci film, ma non importa quale età hai, ogni volta che fai un film rischi tutto. Bisogna avere sempre una fede e io ho fede nei mostri. Dedico questo premio a Sergio Leone che mi ha ispirato. Continuerò a credere nella vita, nell’amore e nel cinema” Dopo Del Toro la giuria ha poi voluto premiare Kamel El Bash, coprotagonista del film franco-libanese “The Insult“, come Migliore Interpretazione Maschile, ma anche l’israeliano Samoel Maoz con il Gran Premio della GiuriaLeone d’Argento per il suo “Foxtrot“, il francese Xavier Legrande con il Leone d’Argento per la Migliore Regia in “Jusqu’a la garde“, film che riceve anche il Premio Venezia Opera Prima “Luigi de Laurentiis”. Il Premio Speciale della Giuria, viene consegnato al western australiano “Sweet Country“, diretto da Warwick Thornton, che mette in scena una storia vera accaduta in Australia negli anni venti con protagonista un aborigeno accusato ingiustamente dell’omicidio di un colono bianco. Mentre il Premio Mastroianni per il Miglior Attore Emergente va a Charlie Plummer per la sua interpretazione nel film “Lean on Pete“.
Appuntamento al prossimo anno con il Festival di Venezia!

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