Il gioco ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale all’interno della vita delle persone ed ogni cultura ha, nel corso dei secoli, elaborato propri modi per la gestione dello svago e del tempo libero. Questi passatempi hanno interessato a livello trasversale tutte le classi sociali, dalla nobiltà a quelle meno abbienti, con le dovute differenze riguardo alle modalità. Una rappresentazione fedele di questi elementi è arrivata fino ai giorni nostri grazie al lavoro degli storici che ha analizzato, ceto per ceto, gli usi e i costumi di ciascuno.
Dama, bocce e giochi di carte rappresentano solo pochi nomi di una lista lunghissima di giochi e alcuni di questi sono stati tramandati fino a noi quasi immodificati. I giochi non erano prerogativa dell’area europea, sono infatti stati ritrovati reperti archeologici risalenti all’antico Egitto (oggetti e raffigurazioni): il passatempo più celebre sembra essere stata la senet, un’antenata della dama. La raffigurazione del gioco è stata ritrovata all’interno della tomba di Nefertari e nel disegno si nota chiaramente la regina alle prese con una partita.
Cambiando ora periodo ed ambientazione, ritroviamo ugualmente il gioco come una costante per passare il tempo: è il caso dei dadi, particolarmente in voga nella Grecia Antica: ne abbiamo oggi traccia anche grazie alle rappresentazioni presenti sui vasi; un reperto risalente al 530 a.C. sembra ritrarre Achille e Aiace intenti a giocare una partita ai dadi.
Altrettanto importanti erano gli scacchi, un passatempo trasversale e capace di attraversare tutti i ceti. Proprio un giocatore di scacchi è la figura rappresentata all’interno di un celebre mosaico presente nella basilica di Piacenza, a testimonianza del fatto che anche lo stesso clero non era esente da passatempi del genere.
Il gioco è parte integrante anche all’interno di opere di artisti del calibro di Caravaggio: in particolare nella tela intitolata “I bari“, dove vengono raffigurati due giocatori durante una partita ad un gioco d’azzardo chiamato zarro, presto bandito nella penisola italiana perché fonte di liti costanti tra i partecipanti. Passatempi del genere trovano spazio nei dipinti anche di autori esteri: Litigio in un gioco di carte di Steen raffigura, per l’appunto, una lite tra i giocatori intenti nella sfida. Lo stesso soggetto si ritrova anche in quadro di Picasso, “il giocatore di carte“, che raffigura un uomo con le carte in mano. In tempi invece molto più recenti (1948) Benton ha realizzato “Poker night“, un dipinto commissionato dal produttore del film “Un tram” che si chiama desiderio che ritrae la scena del film in cui si gioca a poker. Il gioco d’azzardo, perciò, rientra a pieno titolo all’interno di quella vasta gamma di soggetti che hanno trovato rappresentazione nell’arte pittorica e cinematografica. Questo accade a prescindere dall’epoca storica verso cui si fa riferimento, trattandosi di passatempi sempre praticati. Ovviamente con il progresso tecnologico si è sviluppato un modo diverso relativo alla fruizione, un esempio può essere dato da come si gioca al casinò sul web: Internet ha aperto scenari innovativi nei confronti di giochi che vengono praticati fin dall’antichità. E col tempo si svilupperanno sempre nuove modalità di fruizione.

La redazione

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