Presso l’Howtan Space in Via dell’Arco de’ Ginnasi 5 a Roma, il prossimo 11 dicembre si terrà il vernissage ufficiale della Personale di Howtan Re intitolata “Save Me!“, a cura di Barbara Martusciello. La mostra rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2020.

Una grande parete-schermo sarà allestita con 14 sculture, cuore della mostra, in dialogo con una scritta al neon. Tutta l’ambientazione di questa personale ha carattere spirituale ed etico, basato su una concettualità che esprime concordia e pacificazione e che intende riportare al centro l’umanità

Alla luce del preoccupante scenario politico mondiale, dell’imbarbarimento dell’uomo contemporaneo, del ritorno all’ uso delle religioni come motivo di odio e discordia, il gesto dell’artista nato in Persia, formatosi in Europa e negli Stati Uniti, appare ancora più forte. Le sculture, infatti, non a caso hanno le fattezze di Cristo, che nella storia d’appartenenza di Howtan Re, rappresenta il Profeta.

 L’artista, ormai italiano d’adozione, usa in questo lavoro una delle icone più riconoscibili e onnipresenti della cultura dell’occidente.

Così, inevitabilmente, Howtan ne fa una bandiera del credere che supera pertinenze di esclusività della fede, per diventare simbolo di condivisione e di conciliazione.

Le varie sculture di Howtan Re presentano un Cristo che fonde armoniosamente maschile e femminile, una figura umana ma perfetta; ogni Cristo è diverso, ogni Cristo ha una corona di spine e compie il suo estremo atto di sacrificio contro ogni forma di ingiustizia e discriminazione. 

Praticando una scelta creativa e poetica, ironica e provocatoria, l’autore dettaglia un’analisi per lui necessaria e come sempre basata sul rapporto tra personale e sociale, in cui sono riassunte le impellenze della sua narrazione artistica.

Le sculture esposte saranno 14, così come le 14 stazioni della Via Crucis che in dialogo con una scritta emblematica palesano una richiesta di aiuto ribaltata: è Cristo a reclamare il sostegno dell’uomo affinché salvaguardi il suo messaggio.

Quest’opera è una riflessione sulla perdita di umanità e spiritualità, laica o religiosa che sia.

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