Dal 14 aprile al 30 giugno 2019 al Museo d’Arte di Ravenna sarà in esposizione la mostra “Oliviero Toscani. Più di 50 anni di magnifici fallimenti” a cura di Nicolas Ballario e con l’organizzazione di Arthemisia. La mostra ripercorrerà infatti la carriera del grande fotografo: oltre 100 fotografie che mettono in scena la potenza creativa e la carriera di Oliviero Toscani, attraverso le sue immagini più note.

Toscani nasce a Milano nel 1942 ed è figlio d’arte: suo padre, Fedele, è stato infatti il primo fotoreporter del Corriere della Sera. Sono proprio il padre, la sorella e il cognato Aldo Ballo (il più affermato fotografo del design milanese) a spingerlo a studiare in una grande scuola, assecondando il desiderio di diventare un grande fotografo. La scuola migliore in quel momento si trova a Zurigo, la Kunstgewerbeschule, con Johannes Itten come preside il maestro del colore della Bauhaus e con alcuni dei più importanti grafici e fotografi del mondo come insegnanti.

Il suo primo grande scandalo è del 1973: fotografa in primissimo piano il fondoschiena di Donna Jordan con su i jeans della marca Jesus e ci piazza sopra lo slogan “Chi mi ama, mi segua“. Il manifesto fa il giro del mondo e le polemiche infuriano come mai prima era successo riguardo ad una pubblicità. È Pier Paolo Pasolini sulla prima pagina del Corriere ad ammonire tutti quei facili moralismi, parlando di come quell’immagine ponesse un fatto nuovo, una eccezione nel canone fisso dello slogan, rivelandone una possibilità espressiva imprevista. Il nome di Oliviero Toscani, e non solo le fotografie, era diventato noto in tutto il mondo.

Toscani mediante la fotografia ha fatto discutere il mondo su temi come il razzismo, la pena di morte, l’AIDS e la guerra. Tra i lavori in mostra ci saranno il famoso “Bacio tra prete e suora” del 1991, i “Tre Cuori White/Black/Yellow” del 1996, “No-Anorexia” del 2007 e decine di altri. Non manca la serie “Razza Umana”, uno studio socio-politico, culturale e antropologico per il quale Oliviero Toscani ha allestito set fotografici in decine di città nel mondo, per indagare la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo e per capire le differenze. Saranno esposti anche i lavori realizzati per il mondo della moda, che l’artista ha contribuito a cambiare radicalmente: dalle celebri fotografie di Donna Jordan fino a quelle di Monica Bellucci, oltre ai ritratti di Mick Jagger, Lou Reed, Carmelo Bene, Federico Fellini e i più grandi protagonisti della cultura dagli anni ’70 in poi.

“Oliviero Toscani. Più di 50 anni di magnifici fallimenti” mette in mostra qualche decennio del lavoro del fotografo. Per chi conosce la storia dell’artista, sa che il fallimento rappresenta per l’artista una prospettiva, per non fermarsi mai e sfidare ogni limite. L’esposizione presenta quasi 150 fotografie, gravita attorno a un corpo centrale di immagini costituito da 100 fotografie di piccolo formato che ripercorrono la carriera di Toscani. Completano e integrano il percorso espositivo due corpi di lavoro che si sviluppano lateralmente: il “Progetto Razza Umana” e il “Focus newyorchese”.

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