Una grande retrospettiva monografica è in corso a Trieste al Civico Museo Revoltella in via Armando Diaz 27, si tratta della mostra “Metlicovitz. L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità”, una personale che vuole celebrare i 150 anni dalla nascita del grande Leopoldo Metlicovitz, uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano.
La sezione dedicata ai manifesti teatrali per opere e operette si trova invece nella Sala Attilio Selva al pianterreno di Palazzo Gopcevich, sede del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl”.
Metlicovitz realizzò diversi manifesti memorabili, dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l’EXPO di Milano del 1906, oltre che a famose opere liriche come la “Madama Butterfly“, “Manon Lescaut” e la “Turandot“. Si dedicò anche al cinema, lavorò ad esempio al film muto “Cabiria“, uno storico precursore, potremmo dire ora, dei kolossal.
Nella grande rassegna monografica triestina rivive l’intero arco della produzione dell’artista. Le opere esposte sono ben 73 manifesti, tre dipinti e una nutrita selezione di cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali etc.
Metlicovitz operò per decenni alle Officine Grafiche Ricordi di Milano, fu proprio grazie all’intuito di Giulio Ricordi, che Metlicovitz poté esplicare, dagli ultimi anni dell’800, tutte le proprie potenzialità espressive, non solo come grande esperto dell’arte cromolitografica, ma pure come disegnatore e inventore di “avvisi figurati”, manifesti pubblicitari insomma, che venivano anche allora come oggi affissi ai muri, così da mutare il volto delle città con il loro vivace cromatismo, fino a segnare anche in Italia la nascita di quell’arte della pubblicità sintonizzata su quanto il modernismo internazionale andava proponendo nelle arti applicate, stiamo parlando di quel movimento che verrà etichettato con i nomi di Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty.

La rassegna è curata dallo storico dell’arte e scrittore Roberto Curci e diretta da Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche e da Marta Mazza, direttrice del Museo Nazionale Collezione Salce. In loco è acquistabile anche un esauriente catalogo a cura di Roberto Curci e Marta Mazza per Lineadacqua Edizioni.
La mostra è promossa e realizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura, Sport e Giovani – Area Scuola, Educazione, Cultura e Sport – Servizio Musei e Biblioteche in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Musei – Polo Museale del Veneto – Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.

La mostra è aperta dal 16 dicembre scorso e rimarrà accessibile fino al 17 marzo 2019.

Sito ufficiale della rassegna e info: QUI

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