Peter Paul Rubens, massimo esponente del ‘600 fiammingo, sarà il protagonista della mostraRubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane” insieme alle sue opere “Ercole nel giardino delle Hesperides” e “Deyanira tentata dalla Furia”.
Dal 4 aprile al 22 settembre 2019, le due grandi tele si sposteranno dalla Galleria Sabauda nei Musei Reali di Torino, al Palazzo di Lebrija di Siviglia, dove saranno esposti in una speciale mostra dedicata all’artista. Essa fa parte di un progetto più ampio intitolato “Capolavori dalle Collezioni Italiane”, che si propone di portare tanti diversi capolavori provenienti dai principali musei italiani nella prestigiosa e suggestiva casa museo Palacio de Lebrija, dove di volta in volta verrà ricercato un fil rouge con i preziosi reperti che vi sono conservati.
Il palazzo a due piani dell’omonima contessa spagnola risale al XVI secolo e contiene gli oggetti acquisiti dalla nobile durante i suoi innumerevoli viaggi in tutta Europa. Il piano terra si compone di diverse stanze e cortili, dove sono custoditi reperti archeologici e una meravigliosa collezione di mosaici romani che pavimentano tutto il suolo. Al piano superiore vi sono invece le camere della famiglia ancora arredate, un’enorme libreria e molte vetrine con colonne e sculture greco-romane alternate a elementi della lingua araba e rappresentazioni mitologiche.
Definito l’”Omero della pittura” da Eugéne Delacroix, Rubens sembra essere l’artista più adatto a tracciare un collegamento tra le sue opere e i tesori custoditi nel Palazzo de Lebrija. In questo caso ci sarà un filo conduttore tra i dipinti provenienti dall’Italia e i mosaici e le sculture della collezione unica del palazzo spagnolo. Ercole e Deianira saranno due interlocutori che dialogheranno con le figure mitologiche protagoniste degli arabeschi del patio, delle decorazioni musive e dei busti di marmo di ispirazione classica greco-romana.
“Ercole nel giardino delle Hesperides” si collega al principale mosaico del palazzo, il quale rappresenta le avventure amorose di Zeus, padre di Ercole. “Deyanira tentata dalla Furia” si lega invece con il “Busto giovanile di Afrodite”, replica dell’originale di Fidia scolpito nel V secolo a.C. dal suo discepolo Agoracrito di Paros. Altro legame con l’opera è il marmo raffigurante Minerva con l’elmo sul capo e in atteggiamento di lotta che richiama la stessa Deianira, nota per essere abile nell’arte della guerra e nel guidare i carri durante le battaglie.
A proposito della mostra, Don Emmanuele F. M. Emanuele di Villabianca, Barone di Culcasi, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, afferma: “Sono davvero lieto di aver contribuito a portare a Siviglia, splendida città di un Paese, la Spagna, che particolarmente amo, queste due importanti opere di Pieter Paul Rubens, provenienti dai Musei Reali di Torino, le quali trovano oggi un’ideale collocazione nello splendido Palacio de la Condesa de Lebrija. I dipinti, datati 1638, assai significativi anche per il loro contenuto filosofico, morale e allegorico, che supera quello immediato di semplice narrazione di gesta eroiche, appartengono all’ultimo periodo di vita di Rubens, pittore assai prolifico, che soggiornò e lavorò a lungo sia in Spagna (soprattutto a Madrid) sia in Italia, in particolare a Firenze, Genova e Roma. Egli si qualifica come l’indiscusso capofila del Seicento fiammingo, caratterizzato, appunto, da una spinta italianeggiante e classicheggiante, e non a caso fu tra i primi artisti a contribuire in Italia allo sviluppo dell’arte barocca, così distante dalla pittura tipica olandese, i cui soggetti privilegiati erano invece le scene di vita quotidiana della nuova borghesia dei centri urbani: un’arte dalla forte connotazione civile cui nel 2008 ho dedicato, a Palazzo Cipolla a Roma, la grande mostra “Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili nella pittura fiamminga e olandese del ’600.”
La mostra “Rubens: Ercole e Deianira”. Capolavori dalle collezioni italiane” è curata da Anna Maria Bava, Direttore della Galleria Sabauda di Torino in collaborazione con Cristina Carrillo de Albornoz de Fisac, promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e realizzata da Poema, Comediarting e Arthemisia, con il patrocinio del Comune di Siviglia.
Peter Paul Rubens, nacque a Westfalia nel 1577, fu un grande pittore del periodo Barocco, oltre che uno dei grandi maestri della storia dell’arte, studioso e appassionato di cultura umanistica antica. A dodici anni iniziò l’apprendistato nelle più importanti botteghe di Anversa, tra cui quelle di Otto von Veen, che è risultata fondamentale per la sua formazione come artista. Nel 1600 visitò Venezia e Mantova, dove il duca Vincenzo Gonzaga gli conferì il titolo di pittore di corte. In seguito, viaggiò tra Firenze, Genova e Roma, dove realizzò le opere “Santa Elena con la Vera Croce”, “L’incoronazione di spine” e “L’Elevazione della Croce”, commissionate per la Chiesa di Santa Croce a Gerusalemme dal principe Alberto d’Austria. Nel 1603 stette per un periodo alla corte spagnola di Filippo III, dove instaurò un rapporto di grande amicizia con Diego de Velàzquez. Nel 1606 dipinse a Roma l’altare maggiore della Chiesa Nuova, mentre due anni dopo tornò ad Anversa, dove fu nominato pittore degli arciduchi d’Austria del tempo. Qui si sposò e aprì un suo studio, dove lavorò sia a opere decorative, che a ritratti. Colori vividi, movimento della composizione e volumi corporei carnali e sensuali, questi sono i caratteri principali della produzione di Rubens. I temi principali sono invece quattro: i ritratti, i paesaggi, la mitologia e la religione. L’artista morì ad Anversa nel 1640.

Sara Dal Mas

Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *