A partire dallo scorso 15 novembre 2019 e fino al 15 marzo 2020, in occasione del 500esimo anniversario dalla scomparsa di Raffaello, a Mondovì verrà esposto l’arazzoMadonna del Divino Amore”.
Non solo quadri, affreschi e pale d’altare, il cosiddetto Divin Pittore è stato anche un grandioso creatore di arazzi e di gioielli d’arte tessile, tra questi ultimi un esempio è la celebre serie dedicata agli Atti degli Apostoli realizzata per la Cappella Sistina, oggi perla dei Musei Vaticani.
Il talento come creatore di arazzi sarà invece ora in esposizione presso il Museo della Ceramica di Mondovì, in provincia di Cuneo, dove il pubblico potrà ammirare la “Madonna del Divino Amore”, precedentemente conservata al Museo Pontificio di Loreto.
All’interno della mostra sarà presente anche un percorso sul mondo degli arazzi che, partendo dai materiali come lane, sete e filati metallici, si svilupperà mostrando i diversi tipi di telai e le varie tecniche di filatura, tessitura e rifinitura di una delle arti più suggestive del Rinascimento.

Restaurata meravigliosamente dal Centro di Conservazione e RestauroLa Venaria Reale”, l’opera farà parte della mostra nella quale si potrà conoscere parte della produzione artistica del maestro su diversi supporti, materiali e formati, dai disegni, ai cartoni, dai dipinti ai tessuti.
La “Madonna del Divino Amore” fu commissionato a Raffaello dal vescovo di Liegi Èrard de la Marck e inizialmente era parte di una serie raffigurante episodi della vita della Vergine, che in seguito passò nelle mani di papa Alessandro VIII. Nel 1723 il nipote, il cardinale Pietro Ottoboni, donò l’arazzo al Santuario di Loreto.
Grazie alla collaborazione tra la Fondazione CRC, la Fondazione Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” e il Museo della Ceramica di Mondovì, a distanza di secoli e dopo il provvidenziale intervento di restauro, l’opera risulta ravvivata nei colori e nei dettagli.

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