Sono tanti i pensatori che fanno della memoria il principio di costruzione della realtà per l’uomo e delle mostre cinematografiche possono essere d’aiuto. Basti pensare alla centralità che riveste in Bergson e in Proust, per i quali a partire dal ricordo di ciò che è stato il soggetto costruisce il presente ed è in grado di fare proiezioni nel futuro. Cosa accade se ad esser proiettata su un panno bianco è la memoria storica di un Paese? Grazie all’opera di archiviazione, restauro e condivisione portata avanti dal Centro sperimentale di cinematografia, la registrazione e l’immortalazione su pellicola si manifesta come un documento storico preziosissimo.
Una delle sezioni del grande allestimento della mostra intitolata alla memoria (e non), organizzata dal Centro sperimentale di cinematografia – in collaborazione col Mibact e Luce Cinecittà – ripercorre attraverso sia materiale fotografico (a cura di Alberto Crespi) che prettamente cinematografico il periodo che va dalla Grande Guerra fino agli anni ’70. Ragion per cui “L’Italia restaurata” non poteva essere un titolo che sintetizza meravigliosamente i contenuti  della mostra. Proprio come nei sistemi di pensiero a cui si faceva riferimento non è solo una grande lavagna in cui i ricordi sono scritti: tanto i documenti storici quanto i film sono già una rielaborazione e una lettura del proprio passano, quindi fungono da vera e propria ricostruzione della realtà che è stata.
Annoveriamo tra i film di questo palinsesto didattico: “Achtung! Banditi!“, “Il generale della Rovere“, “La Grande guerra“, “Paisà“, “Il buono, il brutto, il cattivo“, “La ciociara“, “Tutti a casa“, “Una giornata particolare“, “Roma città aperta“, “Il cammino della speranza“, “Il bandito“, “In nome della legge“, “La lupa“, “Miseria e nobiltà“, “Non c’è pace tra gli ulivi“, “Riso amaro“, “Totò al giro d’Italia“, “Totò cerca casa“, “Umberto D“, “Guglielmo il dentone“, “Divorzio all’italiana“, “Il sorpasso“, “Le mani sulla città“, “Rocco e i suoi fratelli“, “I soliti ignoti“.
Inoltre ci sarà la possibilità di visualizzare bozzetti e progetti degli allievi della “Scuola nazionale di cinema“, accuratamente selezionati da Francesco Frigeri, Maurizio Millenotti e Giuseppe Lanci.
In chiusura, bisogna sapere che gli allievi del terzo anno di scenografia stanno ricostruendo il set di “Miseria e nobiltà“. Il tutto si dirama da via di Santa Croce in Gerusalemme fino al porticato della sede del Mibact. Per informazioni più precise dovremo attendere la conferenza stampa del 28 giugno alla Casa del cinema.

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