Presso il Palazzo Pallavicini in via San Felice 24 a Bologna, saranno esposte le opere fotografiche dell’artista Vivian Maier, nella mostra intitolata “Vivian Maier – La fotografa ritrovata“: l’evento sarà visitabile a partire dal prossimo 3 marzo sino al al 27 maggio 2018.
E’ stata eseguita un’attenta ed accurata selezione da migliaia di fotografie e ne sono state esposte 120 in bianco e nero, di cui 10 in grande formato90 di formato medio più una bellissima sezione di 20 foto a colori, relativa alla produzione degli anni ’70 dell’artista. La capacità e l’originalità di Vivian Maier sono state quelle di riuscire a scattare catturando particolari e dettagli evocativi della quotidianità, raccontando le persone, i paesaggi, la strada, gli oggetti dell’epoca. Solitamente si tratta di  soggetti poco considerati, ma che invece nella sua fotografia diventano protagonisti.
Un altro aspetto che caratterizza molto il suo lavoro è quello di rappresentare il gesto di fotografare e non tanto il risultato finale dello scatto: spesso, infatti, è lei stessa il soggetto delle immagini, in una grande produzione di autoritratti.
Vivian Maier è rimasta nell’ombra fino al 2007, quando John Maloof, figlio di un rigattiere, ha acquistato un box ad un’asta. Dalla scatola sono emersi effetti personali femminili di ogni genere appartenenti a una donna, il cui contenuto è stato messo all’asta a causa di ritardi nel pagamento dell’affitto. Tra questi oggetti è emersa anche una cassa contenente centinaia di negativi e rullini, tutti ancora da sviluppare. Dopo averne stampati alcuni ed averli mostrati in giro, Maloof si è reso conto dell’immenso tesoro che aveva tra le mani e, grazie alla sua brillante intuizione e alla divulgazione, ha portato in breve tempo questa fotografa sconosciuta ad essere apprezzata e affermata in tutto il mondo.
Per maggiori informazioni potete consultare il sito CulturaliArt.
Nessuno è eterno, bisogna lasciare il posto agli altri, è un ciclo. Abbiamo tempo fino alla fine e poi un altro prenderà il nostro posto. E’ tempo di chiudere e tornare al lavoro.”  Vivian Maier
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