A partire da oggi, 2 marzo sino al 1 luglio 2018, il Complesso del Vittoriano di Roma propone una mostra antologica dedicata all’arte del camouflage, attraverso l’esposizione di 70 lavori dell’artista cinese Liu Bolin. L’artista è stato ribattezzato “l’uomo invisibile” per i tratti peculiari della sua arte: il suo corpo, dritto e immobile come una statua, penetra nell’ambiente circostante in modo da esserne interamente avvolto, risultando invisibile e perfettamente integrato grazie ad un accuratissimo body painting.
Gli autoscatti che lo ritraggono davanti ai più importanti monumenti del mondo, a librerie, a scaffali di supermercati, a montagne di rifiuti e tra gli immigrati sono il frutto di un uso sapiente della pittura, dell’installazione e della fotografia, priva di alcuna manipolazione digitale.
La mostra, presenta per la prima volta in Italia, racconta il percorso artistico di Liu Bolin, scandito cronologicamente dalla prima performance a Pechino fino agli scatti ancora inediti della Reggia di Caserta e del Colosseo. Il suo esordio nel 2005, quando si mimetizza con le macerie del suo studio dando il via a una protesta silenziosa e “trasparente” contro l’amministrazione di Pechino in merito ad alcune decisioni prese sul destino del quartiere Suojia Village, è la chiave di lettura di tutta la sua opera. Infatti, al di là del gioco di colori e contorni che lo eleggono maestro del camouflage, le sue performance nascondono forti messaggi sociali, temi universali del rapporto tra uomo e natura e tra pensiero e potere politico.
Ne è un esempio il progetto “Migrants” del 2015, che racconta l’attuale fenomeno dei processi migratori dall’Africa all’Europa. Con il patrocinio della Regione Lazio e Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e quello della Fondazione Italia – Cina, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Galleria Boxart ed è curata da Raffaele Gavarro.
Qui sotto troverete alcune immagini.

 

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