Dal 2 ottobre al 4 novembre prossimi sarà aperta al pubblico la mostra “Il tempo dell’angelo”, dedicata a Marcello Mariani, celebre artista aquilano deceduto lo scorso anno all’età di 79 anni. L’esposizione, promossa dalla Regione Abruzzo, verrà allestita all’interno degli spazi dell’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano e posta sotto la cura del critico e storico dell’arte Gabriele Simongini.
La rassegna ripercorrerà i quasi 60 anni di carriera di del pittore e scultore abruzzese fattosi notare sia in ambito nazionale e che internazionale. Influenzato da personaggi come Licini, Fontana, Burri, Beuys e Rauschenberg, operò una costante ricerca e riflessione sull’eredità della pittura informale. Il suo era un pensiero anarchico e privo di qualsiasi definizione precostituita della realtà, inquadrata in una visione sempre più poetica.
La pittura come territorio magico in cui ricomporre le fratture, le divisioni, le separazioni, come rito di passaggio dal visibile all’invisibile” – spiega il curatore Simongini – “Come lavorio inesausto di purificazione interiore in contatto con i sommovimenti segreti del mondo.“.


Particolarmente intense e profonde sono le opere create da Mariani in occasione della devastante esperienza del terremoto che nel 2009 rase al suolo L’Aquila: “Senza dubbio, nella vita e nel lavoro di Mariani, si può parlare di una fase pre-terremoto e di una successiva, tragica e difficile.” – continua Simongini – “Dopo aver perso studio e abitazione, lo si vedeva camminare in silenzio nella periferia dell’Aquila deturpata, lungo strade deserte di quartieri evacuati. E all’improvviso capitava di vederlo chinarsi per raccogliere polvere e frammenti di cemento, pezzi di intonaco frantumato. Li usava per creare nuove e bellissime opere astratte in cui c’è, anche fisicamente, tutta quell’apocalisse.“.
A completare la mostra “Il tempo dell’angelo” accompagnando le bellissime tele del grande artista, ci saranno anche le fotografie di Gianni Berengo Gardin con uno speciale reportage dedicato all’amico di sempre Marcello Mariani.

Foto di Gianni Berengo Gardin
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