Giorgio De Chirico, pittore e scrittore nostrano, ispira contemporaneamente due poli culturali italiani, Brescia e Torino. Distinti e ben contornati sono i percorsi espositivi che contestualizzano la presenza di De Chirico in mostra: l’uno lo inserisce in un più generico panorama storico e artistico come principale esponente della pittura metafisica, l’altro focalizza l’obbiettivo esclusivamente sul genio dell’artista indagandone la profonda cultura filosofica, letteraria e figurativa.
Brescia accoglie, fino al 10 giugno 2018 presso le sale di Palazzo Martinengo, la mostra “Picasso, De Chirico, Morandi. 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane”, accostando le opere più celebri di Giorgio De Chirico ai capolavori dei grandi maestri del ‘900 in una rassegna che vuole indagare l’arte fiorita tra il XIX e il XX secolo, di cui appunto De Chirico ne è colonna portante.
Esposta la celebre “Piazza d’Italia”, tela del 1930 che ben esemplifica l’atteggiamento di De Chirico del primo periodo: architetture essenziali, ispirate dalla luce del giorno, sono infatti proposte in prospettiva irrealistica e in un clima trascendentale.
Torino, invece, ospita, in anteprima assoluta fino al 27 maggio 2018 presso il Castello di Rivoli, la mostra “Giorgio De Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti“. La rassegna torinese include lavori che spaziano dal 1916 al 1927, con importanti dipinti legati alla ricerca metafisica: “Composizione metafisica”, “Autoritratto metafisico”, “Interno metafisico (con faro)”, “Interno metafisico (con dolci ferraresi)”.
Il percorso è accompagnato, inoltre, da un lavoro di ermeneutica che mette in relazione alcune delle più grandi creazioni di De Chirico con opere di arte contemporanea della collezione permanente del museo.
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