A Bologna una nuova occasione interculturale farà immergere il visitatore nel Giappone del periodo Edo, un periodo artisticamente florido e politicamente stabile, ancora immune dall’influenza occidentale: stiamo parlando della mostra “Giappone. Storie d’amore e di guerra“, in programma dal 21 marzo al 29 luglio Palazzo Albergati. L’evento è dedicato ai più grandi artisti dell’800 giapponese, da Hiroshige a Utamaro, da Hokusai a Kuniyoshi.
In particolare sarà esposta una selezione di opere ukiyo-e, letteralmente “immagini del mondo fluttuante”. L’ukiyo-e è un genere di stampa tipicamente giapponese, che veniva impressa su carta con matrici di legno tra il 1603 e il 1868. Il percorso racconta la nascita dell’ukiyo-e attraverso le opere monocromatiche di Hishikawa Moronobu e l’evoluzione delle tematiche rappresentate: dalle belle cortigiane, i grossi lottatori di sumo e gli attori del teatro Nō e Kabuki, ritratti con maschere caratteristiche e vestiti scenici, al mondo della natura in tutte le sue manifestazioni, fino alle stampe sessualmente esplicite, dette shunga.
In mostra i più celebri rappresentanti della corrente artistica Ukiyo-e: Utagawa Hiroshige, che primeggia nelle stampe di carattere naturalistico, Kitagawa Utamaro, conosciuto principalmente per le raffigurazioni di soggetti femminili, il visionario Utagawa Kuniyoshi, che si è guadagnato l’appellativo di “maestro dei gatti” per l’attenzione posta ai soggetti felini, e l’eclettico Katsushika Hokusai, famoso in tutto il mondo per la serie delle 46 xilografie policrome aventi come soggetto il Monte Fuji.
La mostra offre anche una panoramica completa sulla vita dell’epoca in Giappone, con l’esposizione di vestiti di samurai, kimono, ventagli e fotografie e un programma di attività collaterali come la cerimonia del the e laboratori per la creazione di origami. “Giappone. Storie d’amore e di guerra” è una mostra che si fa esperienza oltre il tempo e la distanza.

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